I profughi costano 7,5 milioni e solo uno su mille chiede asilo

immigrazione12 Luglio. – Non vogliono restare in Italia. Sbarcano a Lampedusa, il 25% raggiunge Milano in treno e si ferma mediamente 5 giorni nelle strutture di accoglienza.

Tra le destinazioni preferite ci sono Svezia (per il 51,8%) e Germania (26,5%). É un flusso dunque, ma continuo. Quasi inarrestabile, se non ci sarà qualche intervento da parte del governo Renzi e dell’Ue. «Non crediamo che gli arrivi si fermeranno a breve, anzi» ammette l’assessore al Welfare Piefrancesco Majorino che calcola solo nel 2014 una spesa a carico dello Stato (che rimborsa 30 euro per ogni posto letto) di circa 7,5 milioni. «Ma non verseremo un euro dei milanesi, abbiamo altre priorità» garantisce, anche se al governo («che «finora ci ha lasciati soli») il Comune chiederà anche la copertura dei costi per gli autobus Atm o gli straordinari dei vigili. Da domenica in stazione Centrale verrà creato un «hub»: a coordinare per i prossimi due mesi la prima accoglienza e lo smistamento in dormitori e altre strutture sarà la cooperativa Universis, scelta con una veloce procedura selettiva. Due le problematiche esposte ieri dall’assessore ai consiglieri riuniti in Commissione: «Nessuno identifica i siriani quando sbarcano al sud, arrivano persone senza un nome». Secondo: «L’Asl finora è stata quasi assente, non va sottovalutata la questione salute, non si tratta di viaggiatori normali. Chiediamo che riapra l’ex ambulatorio al Binario 21 e metta a disposizione medici». Il Comune critica l’Asl per colpire la Regione. «Roberto Maroni – afferma Majorino – si era impegnato a convocare un tavolo regionale sul problema dei profughi ma finora non c’è è stato, si assuma le sue responsabilità. Almeno dei Comuni dell’hinterland ora sono pronti a dare accoglienza. E ringraziamo tre centri islamici che stanno offrendo posti letto gratis, senza chiedere rimborsi». Ma il leghista Igor Iezzi torna a ribadire che il Comune si è infilato da solo nell’emergenza: «L’Italia non è nelle condizioni di continuare a offrire accoglienza, lo diciamo da mesi. Invece nella Milano buonista vengono spediti profughi da Asti, Alessandria, Taranto». Dal consigliere Fdi Riccardo De Corato alla capogruppo della Sinistra x Pisapia Anita Sonego (un inedito asse) la sollecitazione al sindaco ad «alzare di più la voce con il premier Matteo Renzi». Il governo, affonda De Corato, «sta umiliando Milano, è ora che Pisapia organizzi una manifestazione per la sicurezza». Un Tavolo Milano finalmente è stato convocato per il 17 luglio. Il capogruppo di Fi Fabrizio De Pasquale propone di chiedere al Ministero della Difesa di «mettere a disposizione caserme dismesse» e «anche i centri sociali aprano le porte». Caserme, oltre che il Cie, vengono sollecitate anche dalla giunta. Che condivide stavolta la linea della repressione contro i bivacchi degli eritrei a Porta Venezia.
Fonte: Il Giornale – Chiara Campo