Imprenditore italiano nella trappola africana: Roberto Berardi di nuovo in carcere, alle torture corporali si aggiungono quelle psicologiche

berardi(Foto: prima e dopo l’arresto) 12 Luglio. – Qualche flebo per ristabilire un minimo i parametri vitali, gravemente compromessi da un enfisema polmonare, da infezioni diffuse e dalla denutrizione, e poi di nuovo in carcere. Continua la tortura per l’imprenditore di Latina, dentro e fuori la prigione di Bata. Ai maltrattamenti corporali ora si aggiungono le violenze psicologiche per colui che, bisognoso di cure, viene prima portato in ospedale, poi ricondotto in carcere con tanto di sequestro di medicine, poi ancora in clinica e adesso – un’ora fa – rispedito nella sua cella. Il tutto in pochissimi giorni.

LA TELEFONATA DEL CONSOLE. La brutta notizia è giunta ai familiari per telefono; dall’altra parte della cornetta il console onorario Massimo Spano, italiano incaricato dal nostro Governo ai rapporti con le autorità di Bata, Guinea Equatoriale. “Lo stanno preparando per riportarlo in carcere”, ha detto il console al fratello del detenuto. Non ha aggiunto altro il console, perché a fronte di questo ennesimo “trasloco” forzato non vi è alcun provvedimento formale. Sarebbero le guardie di Teodorin, il figlio del presidente Teodoro Obiang che ha invece dichiarato di essere disposto a concedere la grazia a Berardi per motivi umanitari, a gestire l’andirivieni tra il carcere e i nosocomi. Una situazione davvero inquietante, fatta di silenzi, di promesse e ritorsioni.

IL PERSONAGGIO OBIANG. Il presidente Obiang è uomo molto accreditato a livello internazionale, anche se vanta nel suo paese sistemi dittatoriali innegabili. Siede ai principali tavoli delle trattative. A Bruxelles, il primo aprile scorso quando annunciò l’imminente liberazione di Berardi, era andato a discutere dei rapporti commerciali tra l’imprenditoria del paesi africani con quelli europei; recentemente è stato in visita da Papa Francesco; ora è anche rappresentante della Comunità dei paesi di lingua portoghese. Con un ingente patrimonio alle spalle il presidente Obiang sembra trovare le porte spalancate ovunque si rechi, nonostante suo figlio – ex socio in affari di Berardi – sia oggetto di ordini di cattura internazionali. In Italia l’ambasciata della Guinea Equatoriale esiste, sta a Roma. L’ambasciata di riferimento del nostro paese per la Guinea Equatoriale sta in Camerun. Una differenza che non servirebbe neanche sottolineare qualora fossero chiariti alcuni passaggi. Quando Obiang disse a Bruxelles di essere disposto a concedere la grazia a Berardi, disse anche che sarebbe stato liberato presto, appena sistemate alcune cose con il governo italiano. Quali cose?

UNA SANZIONE DA UN MILIONE E 300 MILA EURO. Esiste una richiesta di riscatto per la liberazione di Roberto Berardi? L’interrogativo è rivolto ai famigliari. In base alla sentenza che ha condannato Roberto Berardi in Guinea Equatoriale – fanno sapere – , con un processo che lo ha trasformato da persona offesa a responsabile di accuse infondate, la sanzione amministrativa è di un milione e 300mila euro. “Posto che questi soldi non li abbiamo – hanno riferito -, ammesso che riuscissimo ad averli in prestito o in donazione da qualche benefattore, dove sta la garanzia che pagando Roberto sarà liberato. In questo momento e con l’incalzare di notizie sempre peggiori sulla salute di Roberto ci sentiamo davvero spaesati”.

Fonte: CorriereDiLatina