«Droga, spacciatori subito a casa» Il nuovo piano per le espulsioni

poliziaPerugia, 13 luglio 2014 – Il rimpatrio, qualche giorno fa, direttamente a Tunisi di uno spacciatore con 27 procedimenti penali pendenti e un matrimonio fittizio con una perugina non è solo una situazione ai limiti della realtà, ma l’ultima frontiera della lotta alla droga: «Trasferimenti diretti nei paesi di appartenenza».
La strada, «l’ulteriore salto di qualità», l’ultimo step in una guerra allo spaccio, al degrado e ai reati connessi alla criminalità «che sta dando giorno dopo giorno risultati positivi e tangibili» viene indicata con decisione dal sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci. Perché è vero che ogni settimana «vengono individuati posti nei Centri di identificazione ed espulsione a disposizione della questura di Perugia e di Terni», ma è anche vero che in un momento in cui «siamo arrivati a 60mila sbarchi» occorre un ulteriore «salto di qualità». Esattamente questo: individuare i boss dello spaccio e la gente che viene «a far loro da manovalanza», prenderli e rispedirli direttamente nei propri paesi d’origine. La linea è tracciata. «L’ultimo tratto per riconsegnare Perugia e le città dell’Umbria alle persone per bene».

I dati certificano il miglioramento della situazione. E pure la necessità di continuare lungo la strada intrapresa, realizzando al contempo l’ultimo step di cui parla Bocci. Il sottosegretario snocciola i numeri del ministero dell’Interno riguardanti i primi sei mesi dell’anno: «A livello regionale il trend è decrescente, con una delittuosità calata del 15,2 per cento rispetto ai primi sei mesi del 2013. Nel dettaglio si registra un “-15,6” per cento di furti con strappo, un calo del 19% cento di furti in abitazione; il 28,8 per cento in meno di furti auto; il 30,8% in meno di rapine in pubblica via; un “-33,3” per cento di rapine in uffici postali. L’incremento è invece legato ai reati inerenti agli stupefacenti, ma questo può dipendere anche dal fatto che è aumentata l’azione di contrasto delle forze dell’ordine. Per quanto riguarda la provincia di Perugia – prosegue Bocci – furti in abitazione sono calati del -43,5 per cento. L’anno scorso c’era stata l’impennata, con aumento del 61,3. Nel comune di Perugia, i reati inerenti gli stupefacenti sono diminuiti dell’8,6%; le rapine in pubblica via del 45 per cento. Insomma, il fenomeno Perugia mi sembra in grande miglioramento».
«Dire che abbiamo vinto la battaglia sarebbe però presuntuoso – continua il sottosegretario – ma abbiamo imboccato la strada giusta e il lavoro di questo ultimo anno sta finalmente dando i frutti sperati e auspicati. Credo di poter dire che nei criminali si stia incrinando la sensazione di essere i padroni delle strade, delle piazze: percepiscono anche loro che l’aria è cambiata. E questo perché hanno continuamente il fiato sul collo delle forze dell’ordine. Per questo tutti i cittadini dovrebbero esprimere gratitudine e apprezzamento. Quando un poliziotto o un carabiniere viene aggredito da un mascalzone che gli rompe il naso, bisogna far sentire a quei ragazzi la vicinanza della gente».

Innesti in arrivo. Una battaglia la cui efficacia secondo Bocci dipende anche da un elemento decisivo. «Sono arrivati uomini e mezzi in questo anno, non ci sono paragoni con nessuna altra realtà del Paese. L’Umbria deve molto ai vertici delle forze dell’ordine. Ho trovato grande disponibilità nel capo della polizia, ma anche nel comandante generale dei carabinieri e della finanza. Non è sfuggito ai perugini e agli umbri che oltre al Reparto prevenzione crimine sono spesso arrivati rinforzi di carabinieri e finanza per svolgere controlli sul territorio. Senza dimenticare che in Umbria nessuna stazione dei carabinieri è stata toccata nel piano di riorganizzazione messo in campo dall’Arma». Di più. «Ulteriori risorse professionali e umane arriveranno dalla fine dei corsi di carabinieri e polizia nei prossimi giorni – conclude il sottosegretario -. L’appello arrivato con insistenza dall’Umbria ha avuto una risposta».

Pericolo infiltrazioni. Non farsi trovare disattenti sul fronte infiltrazioni di capitali illeciti. «Tra 2011, 2012 e 2013 sono stati sequestrati cento milioni di euro fra beni mobili e immobili – sottolinea Bocci -. Cifre che stanno a testimoniare come il tentativo sia in atto, e come bisogna stare attenti soprattutto nei settori edilizia e ristorazione. Funziona l’intelligence, forze dell’ordine e magistratura ci danno garanzie».

di Michele Milletti
Fonte Il Messaggero