Condanna quadruplicata per la morte del passeggero durante la fuga dalla polizia

mortiUDINE, 14 Luglio. Il giudice di primo grado lo aveva condannato a 3 anni di reclusione, ritenendo che lo schianto della notte tra l’11 e il 12 novembre 2011 contro la Cassa di Risparmio di piazzale Osoppo, nel quale aveva perso la vita il solo passeggero, dovesse essere rubricato come un omicidio colposo. E cioè come una delle innumerevoli tragedie che continuano a insanguinare le strade friulane.

La Corte d’assise d’appello di Trieste, di fronte alla quale la Procura di Udine, la Procura generale di Trieste e la stessa difesa avevano impugnato la sentenza, ha ribaltato accusa e verdetto. Aderendo così all’ipotesi formulata fin dal primo momento dal pm friulano e pronunciando uno dei primi giudizi in regione in materia di omicidio stradale.

Il verdetto

Riqualificati i fatti nella ben più grave fattispecie della volontarietà, i giudici di secondo grado (presidente Pier Valerio Reinotti, a latere Fabrizio Rigo e i sei giudici popolari) hanno inflitto a Fabrizio Hudorovich, 48 anni, di Udine, 9 anni e 8 mesi di reclusione per la morte di Michael Martini, il 26enne di Cormòns che era sulla Punto accanto a lui, 1 anno per la resistenza a pubblico ufficiale (la polizia che aveva cercato di seminare), 9 mesi e 20 giorni per il danneggiamento del muro (il gup, considerando i reati in continuazione, li aveva puniti con 1 anno complessivo) e 8 mesi di arresto per la guida in stato di ebbrezza.

Risultato: 12 anni, 1 mese e 20 giorni, oltre alla conferma del risarcimento dei danni alle sei parti civili, con una provvisionale di 35 mila euro per ciasun parente della vittima.

Pg e difesa

Diversa la prospettazione dei fatti illustrata dal sostituto procuratore generale, che, concordando sulla scelta dell’omicidio colposo, ma ritenendo la condanna troppo bassa, si era limitato a chiedere il riconoscimento dell’aggravante della colpa con previsione dell’evento e, dunque, la rideterminazione della pena per un totale di 7 anni (5 anni e 4 mesi per l’omicidio e 1 anno e 8 mesi per i reati satellite).

Fermo restando il titolo colposo, il difensore, avvocato Mariapia Maier, di Trieste, aveva invece sollecitato l’applicazione delle attenuanti generiche. Richiesta poi accolta dalla Corte e che ha garantito all’imputato uno “sconto” di un terzo sul conto finale.

Primo caso di dolo eventuale

È stato il legale di parte civile, avvocato Stefano Comand, a proporre ai giudici una rivalutazione globale della vicenda, soffermandosi su argomentazioni che anche il pm Lucia Terzariol (assente all’udienza) aveva adoperato nella propria impugnazione.

La tesi è quella del “dolo eventuale”: mettendosi al volante ubriaco, privo di patente di guida (gli era stata ritirata) e senza neppure legare la cintura di sicurezza al ragazzo che era con lui (e che aveva caricato in auto all’uscita da un bar mentre ancora dormiva), Hudorovich era consapevole e aveva dunque anche accettato di correre rischi per l’incolumità propria e del passeggero.

Discostandosi da quanto sostenuto dalla Procura generale rispetto all’illogicità che Hudorovich avesse potuto prevedere l’evento morte, visto che in quella macchina c’era anche lui (la compresenza, in altre parole, avrebbe escludeso l’azione volontaria), l’avvocato Comand ha ricordato come sul punto la Cassazione abbia già definito l’assunzione del rischio «non frazionabile» tra i soggetti presenti a bordo del veicolo.

Lo sfogo della madre

«Non è stata una casualità – aveva commentato Claudia Suerz, madre della vittima, dopo la sentenza di primo grado -, ma di una tragedia “costruita”: pur se ubriaco, per riuscire a guidare e a scappare alla polizia, doveva essere lucido e consapevole di quel che faceva».

Hudorovich e Martini si erano incontrati all’ora di cena, nella pensione in cui il ragazzo alloggiava durante la settimana per esigenze di lavoro. L’uomo lo aveva invitato a trascorrere la serata insieme.

Verso le 4.30, per sfuggire al controllo di una Volante, si era lanciato fino a 150 chilometri orari tra viale Tricesimo e viale Volontari, zigzagando fino all’impatto fatale contro la banca. Martini era morto sul colpo, Hudorovich se l’era cavata con ferite comunque gravi.

Fonte: MessaggeroVeneto – Luana de Francisco