La vacanza fu annullata Giudice condanna tour operator

vacanze-low-cost-con-il-baratto-640x377Catania, 14 Luglio. – Il viaggio era “tutto compreso” ma non includeva di certo quell’ondata di incendi che nel 2010 strinse nella morsa di un grave inquinamento atmosferico la città di Mosca. È per questo che alcuni catanesi, dopo l’allerta della Farnesina che sconsigliava di raggiungere la capitale “se non per necessità”, hanno deciso di non partire più. Ma l’agenzia “Tour operator” non rimborsò nemmeno un centesimo a quel gruppo di vacanzieri. Il risarcimento è stato riconosciuto dopo 4 anni dal giudice di Pace di Catania, Rosa Anna Tremoglie, che nella sentenza ha sottolineato “l’irrealizzabilità della finalità turistica per sopravvenuto evento non imputabile alle parti e quindi l’estinzione del contratto per sopravvenuta impossibilità di utilizzazione della prestazione”.

Il Giudice ha condannato la “Tour Operator” alla restituzione dell’importo pagato quale corrispettivo senza che il consumatore debba pagare alcun tipo di penale, considerato giustificato il recesso. Insomma, il gruppo di catanesi, che si è rivolto al Codacons, non riuscì a realizzare “lo scopo vacanziero”. 

“Nello specifico – spiega Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons – alcuni catanesi avrebbero dovuto effettuare un viaggio ‘tutto compreso’ denominato Tour Mosca-San Pietroburgo, nel periodo tra il 13 ed il 20 agosto 2010. Proprio in quel periodo si apprendeva dai mass media che la città di Mosca veniva colpita da violenti incendi tanto che la Farnesina pubblicava, a partire dal 3 agosto, avvisi di allerta e consigliava espressamente, in data 10 agosto, di rinviare i viaggi non strettamente necessari nelle zone colpite dal forte inquinamento atmosferico”.

Per il possibile pericolo, infatti, i viaggiatori siciliani hanno deciso di accogliere l’invito della Farnesina e hanno rinviato il loro viaggio “di piacere” e quindi non necessario. Ma la loro richiesta alla Tour operator di restituzione della somma versata, pari a 3.778 euro, è rimasta lettera morta. È così che si sono rivolti al Codacons e hanno denunciato tutto, assistiti dall’avvocato Floriana Pisani, responsabile dell’Ufficio legale regionale. 

“La sentenza emessa – spiega l’avvocato – è particolarmente interessante in quanto il giudice Tremoglie ha accolto le richieste del Codacons e ha dichiarato l’estinzione del contratto di compravendita del pacchetto turistico perché è venuta meno la causa concreta dello stesso che si sostanzia nella “finalità turistica” o “scopo di piacere””.
 Nel caso dei catanesi, l’allarme dato dal Ministero degli Esteri destava un legittimo timore circa la salute del viaggiatore in quanto la Farnesina sul sito Viaggiare Sicuri fino al 10 agosto 2010 scriveva di “forte inquinamento atmosferico” a Mosca (non solo nella regione) raccomandando di non permanere a lungo all’aria aperta, di bere molta acqua, di indossare mascherine, sconsigliava la presenza di bambini e anziani, evidenziava difficoltà in alcuni scali di Mosca.
 
Di Romina Marceca – Repubblica