Migranti, Test per stabilire se tra i poliziotti c’è stato contatto con il batterio della Tbc

polizia1 (1) daily reparto mobileBenevento, 14 Luglio. – Scatteranno nei prossimi giorni, d’intesa con l’Asl, i controlli sanitari per gli agenti della Questura che in queste settimane sono stati impegnati nei servizi di scorta dei migranti arrivati dalla Sicilia e poi trasferiti presso le strutture di accoglienza nella nostra provincia. Un flusso che ha interessato anche le altre realtà della regione e non solo. Cittadini africani in fuga dalla miseria e dalle guerre nei loro Paesi, sbarcati a Salerno. Si tratta di accertamenti di routine, tra essi anche quello che viene praticato per capire se si sia entrati in contatto con il batterio della tubercolosi. Il test, detto “intradermoreazione di Mantoux”, consiste nell’iniezione nella cute di una piccola quantità di una sostanza, la tubercolina. La comparsa di un arrossamento e di un nodulo nella zona punta indica la “positività” del test, che non significa che la persona sia malata, ma solo che ha avuto un contatto con il micobatterio. E ciò potrebbe essere avvenuto anche anni prima. La tubercolosi è una malattia che si trasmette per via aerea, il contagio può avvenire per trasmissione da un individuo malato, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Ma il sistema immunitario può far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni, pronto a sviluppare la patologia al primo abbassamento delle difese. Nel Sannio il numero dei casi negli ultimi dieci anni è praticamente costante e non offre alcun motivo di allarme. Il dato della presenza degli extracomunitari ha inevitabilmente fatto crescere il tasso di positività al test, come retaggio del contatto registrato nella terra d’origine. Nessun caso di malattia, però. Una patologia, la tubercolosi, che per i sanniti si presenta come riattivazione di vecchie situazioni in pazienti con problemi di immunodepressione o di alcol, o particolarmente debilitati
Fonte: OttoPagine