Non sottovalutare i movimenti. Possibili infiltrazioni, allarme terrorismo

scontri 31 ottobre roma114 Luglio. – Allerta in Italia per le possibili infiltrazioni dell’estremismo antagonista di matrice anarco-insurrezionalista, e per i tentativi «di strumentalizzare le rivendicazioni sulle tematiche ambientaliste, sul diritto al lavoro e sul diritto alla casa, provando a connotarle per il ricorso alla violenza». Ma i pericoli per il nostro Paese possono arrivare anche da altri fronti, come quello dello jihadismo, ossia il terrorismo islamista, che assume forme nuove con il fenomeno dei «foreign fighters», terroristi arruolati alla «causa» che minacciano dall’interno il mondo occidentale. È quanto rivela il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, Marco Minniti, in un articolo che sarà pubblicato sulla rivista Italianieuropei. Minniti traccia il quadro dei rischi che gravano sull’Italia, oltre che a livello nazionale, anche in riferimento a quelli che arrivano dall’estero con la globalizzazione che ci espone anche alla sfida della «cybersecurity». Il sottosegretario, però, rivolge lo sguardo proprio a quelle manifestazioni di «dissenso» le cui motivazioni a favore del diritto al lavoro, alla casa o all’ambiente possono subire «strumentalizzazioni» e le dimostrazioni trasformarsi in focolai «dell’eversione di matrice anarco-insurrezionalista, intenzionata a infiltrarle», «provando a connotarle per il ricorso alla violenza». In questo senso, non sono da sottovalutare le potenzialità dell’eversione neanche in mobilitazione come quelle dei No Tav. Un’analisi a 360 gradi, dunque, che non esclude, sul fronte interno, la minaccia brigatista. Su questo aspetto, però, Minniti osserva come «la situazione di disagio sociale non sembra in grado di attribuire nuova linfa a progetti eversivi di stampo brigatista, tuttora perseguiti da ristretti circuiti dell’estremismo marxista-leninista». Sempre sul fronte interno il sottosegretario ricorda che «l’intelligence economico-finanziaria è chiamata a confrontarsi con una minaccia, a volte meno visibile ma in grado di influire negativamente sulle prospettive di ripresa e crescita del nostro Paese. Proprio per questo è divenuto indispensabile per il governo avvalersi degli organismi di informazione, specie a tutela delle realtà economiche ritenute strategiche e di quei nodi infrastrutturali da cui dipendono la continuità dei servizi essenziali e la sicurezza del paese». Minniti poi affrota il tema del terrorismo di matrice jihadista che «continua a rappresentare una temibile minaccia – dice ancora – Molta attenzione è, al momento, rivolta al fenomeno dei cosiddetti ‘foreign fighters’ per il correlato rischio di reducismo». Un fenomeno, spiega che «interessa anche l’Italia» con partenza dall’Europa di volontari».

Fra. Mus.

Fonte: Il Tempo