«Vado in ospedale, ma non è nulla» “Lalli” muore a 3 giorni dal ricovero

20140714_tvqq28.jpg.pagespeed.ce.-A9JxwiNh-TREVISO, 14 luglio 2014  – «Non mi sento molto bene. Ho chiamato l’ambulanza, per precauzione. Non sarà nulla». Invece era l’inizio della fine. E quelle erano le sue ultime parole Per 3 giorni la sua vita è rimasta appesa a un filo. Sottilissimo. Alla fine Lalli si è arreso: è morto nella notte al Ca’ Foncello dove era stato ricoverato d’urgenza giovedì. Protagonista indiscusso della vita cittadina Lorenzo Bellipanni, 56 anni, sposato e padre di due gemellini, è stato stroncato da un aneurisma all’aorta.

Tranquilizza la moglie e l’amico col quale sta parlando al telefono. «Non sarà nulla», dice con quel tono scherzoso che era il suo marchio di fabrica. L’ambulanza arriva e Lalli ancora non sa che in quella casa di Villorba dove vive con la moglie Valentina e Bruno e Joanna, i suoi gioielli di due anni e mezzo, non tornerà più. Al pronto soccorso capiscono subito che la situazione è drammatica.

Una vita fatta di grandi entusiami: storico venditore d’auto, alla Volmec di Villorba poi passare alla Soveda come responsabile marketing. Ma Lalli era conosciuto soprattutto per la sua grande passione: le percussioni. E per quel gruppo, i “Ribrezzo”, che ha fatto ballare e cantare un’intera generazione di trevigiani. Scapolo fino al 2009, si era sposato con Valentina. Due anni fa erano nati i gemellini, la sua più grande felicità. Insomma non pareva mancargli nulla. E invece il destino gli ha tolto tutto. In un attimo.

Fonte Il Mattino