Pistorius ubriaco cacciato da una discoteca

south-africa-trial-pistorius15 luglio 2014 – Ne ha combinata un’altra Oscar Pistorius. Il campione paralimpico, sotto processo con l’accusa di avere ucciso la fidanzata nel 2013, è stato cacciato da una discoteca, perché – ubriaco – ha discusso ed è venuto alle mani con alcuni clienti.

L’incidente riportato dal quotidiano di Johannesburg The Star è stato confermato dalla portavoce della famiglia Pistorius, Anneliese Burgess, secondo la quale l’atleta 27enne “è stato aggredito con ferocia” su questioni riguardanti il processo. Secondo il giornale Pistorius si trovava in una saletta vip di un locale alla moda di Johannesburg, quando
ha avuto un diverbio con un altro cliente, Jared Mortimer, che gli è stato presentato da un amico. Mortimer ha raccontato al giornale che il campione ha accusato alcuni amici di essersi comportati male con lui. “Stavamo per bere tequila e mi ricordo di avere posato il bicchiere perché mi sono detto che non potevo bere mentre ascoltavo i miei amici venire insultati in quel modo”, ha aggiunto. Pistorius si sarebbe allora surriscaldato e avrebbe dato una spinta a Mortimer. “Si è avvicinato al mio viso e in quel momento l’ho spinto per allontanarlo”, ha raccontato ancora. Subito dopo l’atleta avrebbe litigato con un altro uomo e ai buttafuori è stato chiesto di farlo uscire perché stava creando problemi. Un altro cliente del locale ha raccontato che Pistorius era “ubriaco marcio”.

Domenica Pistorius su Twitter aveva rotto il silenzio sul processo che lo vede coinvolto. Tre post con frasi religiose e affermazioni generiche di amore e solidarietà come “Il Signore è vicino a quelli che hanno il cuore spezzato”, “Tu hai la capacità di fare la differenza nella vita di qualcuno. Talvolta sono le piccole cose che dici o che fai che possono far sentire meglio qualcuno o ispirarlo” (accompagnato da una sua foto con bimbi disabili) e “Signore, oggi ti chiedo di lavare nel fiume della tua guarigione quelli che vivono nel dolore. Amen”. I tweet hanno provocato una valanga di risposte, sia di solidarietà che di critica e di insulto.

di Giovanni Corato

Fonte Il Giornale