Ambulante schiaffeggia la turista che contesta la merce, poi le regala la maglia

mercato vestiti-2PISA, 17 luglio 2014 –  Turista giapponese presa a schiaffi da un ambulante bengalese adirato per un acquisto prima contestato e poi non andato a buon fine.

Alla fine “scoppia” la pace, complice l’intervento dei vigili urbani, e il capo d’abbigliamento al centro della diatriba viene regalato alla cliente.

Sembra un gag da candid camera, ma in realtà è l’episodio avvenuto di mattina in via Cammeo. Se ne sono occupati gli agenti in servizio al nucleo di vigilanza nella zona del Duomo.

In occasione di uno dei controlli di routine, i vigili vengono raggiunti da una donna, una giovane turista giapponese che, soprattutto a gesti, fa capire agli agenti che pochi istanti prima è stata schiaffeggiata da un venditore di souvenir con banco in via Cammeo.

La donna spiega di essersi era interessata all’acquisto di una maglia ma, una volta sentito il prezzo, ci aveva ripensato, aggiungendo che le pareva eccessivo.

Per tutta risposta l’ambulante, originario del Bangladesh, stando alla versione della giapponese, le avrebbe rifilato uno schiaffo, lasciando la povera turista esterrefatta. Superato lo choc per il trattamento ricevuto, la donna si è premurata di avvertire gli uomini in divisa di passaggio.

Gli uomini di via Battisti, raggiunto il commerciate, lo hanno accompagnato in questura per il fotosegnalamento, visto che era senza documenti di identificazione. Accertato poi che l’immigrato non aveva alcun titolo per vendere i souvenir, ma che era stato semplicemente incaricato dall’amico, proprietario della bancarella, di sostituirlo, gli agenti hanno multato il titolare della attività con un verbale di 500 euro.

Quando gli agenti hanno chiesto alla turista se voleva sporgere querela nei confronti dell’uomo che l’aveva schiaffeggiata, la giapponese ha risposto che si sarebbe accontentata delle scuse del commerciante.

L’ambulante, allora, ben lieto di cavarsela tutto sommato con poco, le ha stretto la mano regalandole proprio quella maglia che la signora non aveva voluto comprare perché troppo cara. Alla fine, però, le è costata uno schiaffo.

Fonte Il Tirreno