Pompieri prigionieri dei topi: «Non possiamo più aprire le finestre»

vigili-del-fuocoGenova, 18 luglio 2014  – La festa comincia sempre al calar del sole, tra le 8 e le 9. Qui però non si parla di un aperitivo trendy sulla spiaggia al tramonto o della coda davanti a una pizzeria ma dell’arrivo di decine di topi nei cassonetti della spazzatura a Multedo, tra il Porto Petroli e il distaccamento dei Vigili del fuoco. Salgono dalle grate a pochi metri da via Ronchi, troppo larghe, con molte fessure non saldate. E la battaglia riprende, quasi ogni sera.

«È una lotta che va avanti da un anno. Loro continuano a “venirci a trovare” e noi proseguiamo nel fargli capire di andarsene», confidano alcuni vigili del Fuoco esasperati per una lotta che sottrae energia e riposo nelle fasi di calma tra un intervento e l’altro. I pompieri cercano di difendersi. Saracinesche semi-abbassate e finestre chiuse. Tutto il possibile per evitare l’invasione dei roditori più ingordi e “schizzinosi”, probabilmente non soddisfatti dal menù dei vicini bidoni. Per questo, negli ultimi mesi, la “caccia al ratto” è diventata quasi un’abitudine tra una chiamata d’emergenza e l’altra, con tanto di pala e bastoni per allontanare l’ospite indesiderato. Appeso alla porta c’è un foglio bianco. L’invito è chiaro, bisogna tenere chiuse le finestre, almeno dal tramonto in poi.

«Poco tempo fa ne avevamo trovato uno nello scompartimento delle patate, in cucina – confidano alcuni pompieri – una volta addirittura nella macchinetta del caffè, lascio immaginare giorni dopo con quanta voglia lo prendevamo. Quasi sempre invece li dobbiamo rincorrere e uccidere vicino ai mezzi nell’autorimessa. Ma ci hanno fatto visita anche nei bagni al piano superiore, dove dormiamo. Ormai non ci stupiamo di niente. Solo che diventa una grande fatica. Anziché rilassarsi, nel breve periodo di pausa bisogna mettersi a rincorrere i roditori e disinfettare».

Ma i disagi coinvolgono tutti, anche un bar poco lontano. «Per fortuna da noi non sono mai arrivati -spiega Lucia De Filippis, titolare del locale vicino allo stabile dei Vigili del Fuoco – ora chiediamo che vengano a disinfestare. Devono riuscire a farli sparire. La spazzatura la paghiamo tutti, e cara. Vogliamo ci venga garantito un servizio». Il compito di svuotare i cassonetti spetta alla società Geam che ha l’incarico, per conto di Amiu e Autorità Portuale, della pulizia delle aree del porto. Dopo le sollecitazioni e le proteste, ora la ditta fa sapere di aver provveduto ad organizzarsi per ritirare la “rumenta” una volta al giorno, e non più ogni due come finora. Ma il rischio dell’“invasione dei topi” resta.

«Col caldo escono sempre più spesso. Io porto i sacchi della spazzatura e non mi avvicino proprio – racconta seria Francesca Franza, una delle dipendenti del ristorante davanti al Porto Petroli – ma è anche colpa degli irresponsabili che lasciano le cassette del pescivendolo che magari resta lì a macerarsi per giorni. D’inverno la situazione è meno preoccupante, ma in questo periodo esplode. Li vedi uscire da uno “sportello” non chiuso vicino al muro. Su e giù senza nessun problema. Quando sentono un rumore scappano via, ma dopo cinque minuti ritornano. Sanno che lì c’è il banchetto che li aspetta e qualcosa da mangiare lo trovano sempre»

di Riccardo Porcù

Fonte Il Secolo XIX