Padre di Maxim doveva incontrare lo psichiatra

ImmagineMassimo Maravalle soffre di psicosi atipica da anni e aveva interrotto la terapia senza avvisare il medico. Non aveva mai dato segni di aggressività.

Pescara, 19 luglio 2014 – Proprio ieri mattina Massimo Maravalle – accusato dell’omicidio aggravato del figlio di 5 anni – avrebbe dovuto incontrare il suo psichiatra, Alessandro Rossi, ascoltato oggi in qualità di testimone nella Questura del capoluogo adriatico. Rossi ha spiegato di avere in cura Maravalle dal 2006. Ha aggiunto che l’uomo gli aveva comunicato per telefono di sentirsi meglio e di voler interrompere o ridurre la terapia. La risposta del medico era stata che ne avrebbero parlato nella visita, in programma per ieri.

In Questura, ascoltato dal capo della Squadra Mobile della Questura di Pescara Pierfrancesco Muriana, il professionista e docente aquilano Alessandro Rossi avrebbe poi spiegato che i disturbi di cui soffriva il suo paziente (oggi di 47 anni) si erano manifestati sin da giovane, aggiungendo che mai aveva mostrato segni di aggressività. Agli investigatori ha poi detto di non essere assolutamente a conoscenza del fatto che Massimo Maravalle, nonostante il colloquio telefonico avuto con lui, avesse sospeso autonomamente la terapia da quattro giorni, come detto dallo stesso papà ai poliziotti durante la confessione che ha seguito l’arresto. Il professor Rossi non ha avuto alcun ruolo nell’istruzione della pratica che ha portato all’adozione del piccolo Maxim, nel giugno 2012, e sulla quale saranno svolti comunque accertamenti. Intanto, mentre è in corso l’autopsia sul piccolo, soffocato, lunedì dovrebbe esserci la convalida dell’arresto di Maravalle da parte del Gip del Tribunale di Pescara. Sempre nelle prossime ore, il Pm che conduce le indagini, Andrea Papalia, dovrebbe chiedere l’incidente probatorio per valutare le facoltà mentali dell’uomo e l’eventuale capacità di intendere e di volere al momento dell’omicidio.(ANSA)