SE L’ASSOLUZIONE DIPENDE DA UNA RIFORMA DEL 2012, PERCHE’ NEL 2013 BERLUSCONI ERA STATO CONDANNATO?

severinoRoma, 19 luglio 2014 – Gianni Barbaccetto sul Fatto Quotidiano fornisce una chiave di lettura sull’assoluzione di Berlusconi in secondo grado: è colpa della riforma Severino del 2012, che ha specchettato il reato di concussione, distinguendo la “concussione per induzione” da quella “per costrizione”.  Secondo Barbaccetto Berlusconi non è stato assolto in quanto innocente, ma semplicemente perché i giudici della Corte d’Appello hanno stabilito che non c’è stata una minaccia esplicita, dunque hanno deciso di assolvere l’imputato. Una supercazzola degna di Azzeccagarbugli che non fa altro che confermare l’innocenza di Berlusconi.
Al di là del fatto che l’illustre avvocato Carlo Federico Grosso smentisce dal punto di vista tecnico la tesi del Fatto in un editoriale che vi invitiamo a leggere, la tesi di Barbaccetto è del tutto fuori luogo dal punto di vista temporale.
Nonostante la riforma Severino del 2012, nulla ha impedito ai giudici di primo grado di condannare Berlusconi il 24 giugno 2013. La sentenza infatti è stata successiva alla riforma tanto incriminata. Non è certo colpa dell’ex premier se la pubblica accusa (ma non la Boccassini) e i giudici di primo grado si siano intestarditi sulla tesi della concussione per costrizione, essendo troppo “debole” la concussione per induzione. Un intento persecutorio che si è trasformato in un teorema. Con i risultati che ora sappiamo: la minaccia esplicita non c’è stata, dunque Berlusconi è innocente e non condannabile.  Negarlo, oltre che giuridicamente insensato, è solo una dimostrazione di malafede.

di Massimo Martini