Il tesoro Rom al banco dei pegni

campo_romSequestrati bracciali, collane e anelli per un valore di 30 mila euro

21 Luglio. – Prima i diciotto arresti di rom accusati di una cinquantina di colpi, adesso il sequestro di gioielli per un valore di 30 mila euro che quattro donne del campo nomadi di via Longhin, a Padove, legate alla banda degli arrestati, avevano impegnato al Banco dei Pegni di Mestre. Un modo per ottenere prestiti, rinnovabili e liberarsi della refurtiva scomoda.

Che si tratti di refurtiva non è ancora certo ma assai probabile: ora quei gioielli sono in questura, in attesa di essere riconosciuti dai proprietari. In giugno la squadra mobile, dopo tre anni di indagini per far coincidere colpi e responsabili, durante un blitz in via Longhin ha arrestato 18 rom, quasi tutti trentenni, le giovani leve: aggressivi e molto attivi. Un’operazione, con tanto di ruspe a cercare refurtiva, coordinata dal vice questore aggiunto Marco Calì e dal pubblico ministero Benedetto Roberti. Una caccia al tesoro che ha portato al Banco dei Pegni di Mestre, dove sono stati sequestrati più di cento tra anelli (tra i quali un Trilogy con i tre brillanti), collane, orecchini anche con zaffiri e molti braccialetti (tra i quali un Tennis ma anche pesanti bracciali a maglia d’oro) per un valore complessivo sul mercato di 30 mila euro.

È stato verificato, attraverso il controllo delle ricevute, che i monili erano stati portati al Banco di Mestre, nel corso del tempo, da quattro donne rom. Ora i gioielli sequestrati sono depositati in questura a Padova, nel cui sito internet, sotto la voce refurtiva, compare l’elenco completo dei monili: descrizione e fotografia. Chi ha subito furti, e riconosce qualche suo gioiello tra quelli fotografati, dovrà recarsi in questura portando con sé la denuncia del furto subito. Se tutto coincide, la restituzione sarà immediata. La banda è ritenuta responsabile di furti un po’ in tutto il Veneto.

Fonte: NuovaVenezia