L’ultimo guaio giudiziario Pino Pelosi, già condannato per l’omicidio di Pasolini: nascondeva droga in un bar

pino pelosiRoma, Pino Pelosi, detto Pino ‘la rana’, il 56enne romano, condannato per l’omicidio di Pier Paolo Pasolini, è stato denunciato dalla polizia insieme ad un’altra persona per concorso nella detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e calunnia. 

Pelosi è stato ripreso dalle telecamere di un bar di Guidonia, in provincia di Roma, mentre nascondeva otto involucri di droga nel locale. Gli investigatori del commissariato di Guidonia, diretti da Maria Chiaramonte, hanno ricostruito la vicenda. 

Il gestore del bar di Guidonia, per colpire la concorrenza, ha approfittato di un’operazione della Polizia avvenuta nel marzo scorso nella stessa zona, per denunciare, in forma anonima, come complici nel traffico di stupefacenti, i gestori di un bar vicino. Ricevuta la segnalazione i poliziotti hanno subito iniziato le indagini per verificare la notizia acquisita. Nel corso di una perquisizione effettuata, effettivamente i poliziotti hanno rinvenuto otto involucri di cocaina nascosti all’interno dei bagni e sotto il bancone. Gli investigatori, però, pur avendo avuto riscontri positivi alla notizia ricevuta, hanno capito che qualcosa non andava. Il quadro generale, infatti, non faceva presumere che i titolari del bar potessero essere i responsabili di un traffico di stupefacenti. Oltre agli 8 involucri, infatti, nel bar non era stato trovato altro. Anche nell’abitazione dei sospettati non erano state trovate tracce che facessero presumere un’attività di spaccio: né droga, né bilancini di precisione, nessuna sostanza da taglio o materiale per il confezionamento delle dosi.

Gli agenti, pertanto, hanno voluto approfondire le indagini. Hanno dunque visionato i video delle telecamere di sorveglianza poste all’interno del bar fino ad accorgersi di una persona, poi risultata essere Pino Pelosi, che dopo aver chiesto un caffè si era diretto verso il bagno e, inchinatosi proprio dove era stata ritrovata la droga, aveva estratto dalle tasche degli involucri che aveva poi celato sotto al bancone, approfittando di un attimo di distrazione della titolare.

Le successive indagini hanno permesso di risalire all’intestatario dell’utenza telefonica dalla quale era stata effettuata la telefonata anonima, che è risultato essere una vecchia conoscenza degli investigatori e proprio la stessa persona ripresa dalle telecamere del bar. Le ulteriori indagini hanno inoltre fatto emergere i legami e la complicità dell’anonimo denunciante con il titolare di una bar concorrente della zona, un 35enne romano, da tempo in lite con l’attività commerciale concorrente. Il quadro a questo punto è risultato chiaro. Il tutto era stato architettato per togliere di mezzo un concorrente scomodo. Pertanto le due persone individuate dagli investigatori sono state denunciate per concorso nella detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e calunnia.

Pelosi è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a nove anni e sette mesi di reclusione per la morte dell’intellettuale quattro anni dopo l’omicidio, e cioè nel ’79. Ma dal 1982 è tornato in regime di semi libertà entrando e uscendo dal carcere e continuando a delinquere compiendo alcune rapine. Nel 2005 è stato arrestao per spaccio, affidato ai servizi sociali e rimesso in libertà nel 2009. E ancora un processo per omicidio colposo dopo un incidente in auto in cui aveva perso la vita un suo amico, furti e ora la nuova denuncia per droga.

Fonte: Repubblica