Compra un abito a 199 euro, lo ritrova a 8 in un ingrosso cinese

saldi_invernaliPadova, 6 agosto 2014 – Va a fare shopping in tempi di saldi e, in una rinomata boutique in centro a Padova, si assicura un abito al prezzo di 199 euro. Peccato che ritrovi esattamente stesso abito a un Centro ingrosso Cina, poco lontano, in vendita a otto euro. La signora si sente truffata. E scopre che, ebbene, truffa è stata davvero, visto che i due vestiti sono identici, fantasia a parte.

Tra le due confezioni cambia solo la fantasia. Ma entrambi vengono dallo stesso ingrosso made in China, come racconta Todany. L’acquirente lo ha scoperto facendo una ricerca sulla base del numero di partita Iva e indirizzo notati sull’etichetta dell’acquisto fatto in boutique. E, al venditore cinese rintracciato nel capannone che distribuisce made in China, aveva chiesto se quel capo venisse da loro. Lui ha ammesso che sì, veniva proprio da loro, e ha aggiunto: “I vestiti con le mongolfiere (come quello comprato dalla signora ndr) sono andati a ruba”. Eccolo, lo stesso modello mostrato dall’addetto, ma con una fantasia diversa: fa parte di uno stock di cinque abiti da 40 euro in tutto. Cioè otto euro l’uno.

“A insospettirmi – racconta la signora – è stata la mancanza di marchi o cartellini. C’era solo una piccola etichetta interna cucina alla stoffa. Sono risalita al titolare e ho scoperto quel Centro Ingrosso Cina”.

L’acquirente non si è fermata qui: si sarebbe poi messa in contatto con la polizia municipale e la Federconsumatori per segnalare quanto accaduto. E la titolare della boutique? “Quel vestito l’ho comprato personalmente a Parigi, alla fiera d’abbigliamento ‘Tranoi’. E le fatture lo dimostrano”.

TGCOM