Caccia Usa bombardano jihadisti. Obama: “Dobbiamo impedire il genocidio”

iraqBaghdad, 8 agosto 2014 – I caccia americani tornano a bombardare in Iraq. Il presidente degli Stati Uniti,Barack Obama, ha ordinato agli aerei da guerra di lanciare acqua e cibo sugli sfollati e, se necessario, di sferrare attacchi contro i jihadisti dello Stato Islamico per fermare quello che ha definito un potenziale “genocidio”. Dopo la fuga di ieri da parte di centomila cristianiun caccia americano ha bombardato postazioni di artiglieria dello Stato islamico nel nord dell’Iraq. Lo ha riferito il portavoce del Pentagono, l’ammiraglio John Kirby, sottolineando che nell’attacco è stata colpita l’artiglieria utilizzata dagli jihadisti contro le forze curde che difendono la città di Erbil, dove gli Stati Uniti hanno una presenza diplomatica e consulenti delle forze irachene. Successivamente gli aerei da guerra avrebbero colpito anche le postazioni degli estremisti sulle montagne di Sinjar. A scriverlo è Rudaw English, un organo d’informazione curdo in lingua inglese, ripreso dalla Bbc.

AVANTI NEI PROSSIMI GIORNI – Gli Stati Uniti fanno sapere che proseguiranno i raid aerei, almeno finché non si formerà un governo inclusivo a Baghdad. Lo ha affermato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest,escludendo però l’invio di truppe di terra e sottolineando che l’iniziativa militare si concentrerà sulla protezione del personale americano e degli sfollati nella regione montagnosa di Sinjar, a est di Mosul. Gli Usa ritirarono quasi tutte le truppe – tranne un contingente a protezione dell’ambasciata e ufficiosamente, unità delle forze speciali – alla fine del 2011 per il rifiuto dell’allora e attuale premier, lo sciita Nouri al maliki, di concedere l’immunità funzionale ai soldati americani.

IN AZIONE LA RAF – Aiuti alimentari verranno lanciati da aerei militari britannici (Raf) sulle comunità in Iraq assediate dall’Isis, a partire dai prossimi giorni. Lo ha detto il ministro britannico della Difesa Michael Fallon a conclusione di una riunione d’emergenza (cobra) oggi a Londra. Fallon ha inoltre sottolineato che Londra è pronta a offrire ”assistenza tecnica” agli Usa ”in termini di rifornimento e sorveglianza”.

I CACCIA TURCHI – Secondo media di Ankara caccia turchi sorvolano da ieri sera il nord dell’Iraq e sorvegliano i movimenti dei miliziani dello Stato Islamico (Isis) che hanno attaccato diversi centri urbani vicino alla regione autonoma curda e provocato la fuga di decine di migliaia di civili.

OK DI PARIGI – La Francia è “pronta a prendere parte” alla lotta in difesa dei civili perseguitati dai jihadisti dello Stato islamico (Isis) in Iraq. E’ quanto riferisce oggi l’Eliseo, aggiungendo che il presidente francese Francois Hollande “accoglie con favore la decisione importante” di Barack Obama di “autorizzare raid aerei” Usa contro l’Isis.

MOGHERINI – Anche l’Italia condivide la scelta degli Stati Uniti di avviare raid aerei contro i jihadisti. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, in una nota della Farnesina. “Dobbiamo proteggere i civili iracheni e in particolare cristiani e yazidi perseguitati” dallo Stato Islamico, ha detto il capo della nostra diplomazia, “e sostenere lo sforzo delle milizie curde Peshmerga per fermare” l’avanzata del gruppo. “Per questo – ha aggiunto – condividiamo la scelta del presidente americano Barack Obama di intervenire”. “La comunità internazionale deve restare al fianco del governo iracheno e mobilitarsi per portare aiuti alle popolazioni – ha proseguito Mogherini -. L’Italia in questo si è già attivata: il viceministro Lapo Pistelli è di ritorno in queste ore dall’Iraq e la Cooperazione ha stanziato nei giorni scorsi un milione di euro – attraverso Oms, Pam e Unicef – impiegati per attività di prima assistenza degli sfollati e per il ripristino delle condizioni di vita nelle aree abitate da minoranze cristiane nella piana di Ninive, sotto controllo dei Peshmerga”. Il ministro degli Esteri, conclude la nota, avrà in serata un colloquio telefonico con il presidente curdo Massoud Barzan.

JIHADISTI AVANZANO – Tutto questo mentre lo Stato islamico (Isis) ha affermato, con una dichiarazione diffusa su vari siti Jihadisti, che continuerà la sua offensiva nel nord del Paese. L’Isis si è impadronito negli ultimi giorni di altre 15 cittadine e villaggi iracheni, oltre alla grande più grande diga irachena, 35 km a nord di Mosul, sul Tigri, da cui dipende l’irrigazione nella piana di Ninive. I ribelli si sono garantiti così il controllo sul rifornimento di acqua ed elettricità di una vasta area.

STOP VOLI SULL’IRAQ – Proprio per l’acuirsi del conflitto tra i jihadisti sunniti dello Stato Islamico (Is) e le forze regolari di Baghdad, le compagnie aeree statunitensi e la britannica British Airways hanno sospeso il sorvolo dei cieli iracheni.

L’APPELLO DEI PATRIARCHI – Intanto, dopo l’appello del Papa che ha chiesto alla comunità internazionale di proteggere i cristiani sfollati, è arrivato anche quello dei patriarchi delle Chiese orientali, cattoliche e ortodosse: “Cristiani e musulmani hanno il dovere di far fronte insieme all’estremismo religioso, per trasmettere alle generazioni future un Medio Oriente libero da questo flagello, illuminando le coscienze e le intelligenze”. “Basta con la violenza da parte di un integralismo che nulla ha di autenticamente religioso!”, tuona invece il Vicariato di Roma in un comunicato in cui invita a “non assistere inerti” alla “tragedia umanitaria che si sta consumando in alcuni paesi”, con riferimento “all’Iraq, ad altre zone del Medio Oriente e all’Africa (Nigeria)”.

PAPA FRANCESCO – Il pontefice rinnova con un tweet la preghiera per i cristiani in fuga. “Chiedo a tutti gli uomini di buona volontà – scrive – di unirsi alle mie preghiere per i cristiani iracheni e per tutte le Comunità perseguitate”.

Fonte: Quotidiano.Net