Fiamme gialle a caccia di abusi nella villa-resort di Antonio Ricci

Alassio, 0504201 Villa La Pergola:Antonio Ricci con lo sfondo della villaAlassio (SV), 8 agosto 2014 – Il lussuoso resort risulta essere un affittacamere, il parco circostante avrebbe una destinazione reale differente da quella dichiarata, la stessa cosa succederebbe per alcuni locali e la Procura va a far visita a Villa della Pergola, o se si preferisce alla vecchia residenza degli Hanbury, salvata qualche anno fa dal rischio delle speculazioni edilizie dall’intervento di Antonio Ricci.

Non è stata certo una mattinata tranquilla quella di ieri attorno a uno dei parchi e a una delle ville più belli ed amati di Alassio. La giornata è cominciata presto, con l’arrivo degli agenti del nucleo di polizia giudiziaria della Procura, accompagnati da quelli della guardia di finanza, dagli uomini dell’ufficio urbanistica del Comune e dai funzionari del catasto. Una spedizione in grande stile, coordinata dal pm Chiara Venturi, che è andata a bussare al pesante cancello che cela l’accesso al parco e alla villa.

Gli inquirenti hanno ispezionato sia i giardini che la villa e il villino, da anni trasformati in una struttura di accoglienza turistica, e hanno esaminato la documentazione relativa al rispettivo utilizzo, alle destinazioni urbanistiche ed ai lavori effettuati.

L’attenzione degli ispettori si è concentrata soprattutto sulle destinazioni effettive degli immobili, che in qualche caso risulterebbero differenti da quelle dichiarate.

La villa che un tempo fu abitata dagli Hanbury risulterebbe essere un semplice affittacamere, ma avrebbe l’aspetto di un vero e proprio Resort, anche di un certo lusso. Le 13 camere disponibili sarebbero infatti troppe per un affittacamere, che può averne al massimo 6. È vero che le licenze sono 3 (come tre sono gli stabili in cui è diviso il complesso), ma le aree di ristoro comuni farebbero considerare la struttura in maniera unitaria. Discorso analogo per il parco, che assumerebbe una non dichiarata funzione commerciale a causa delle frequenti visite di scolaresche e comitive, e per una delle camere che sarebbe stata ricavata da un locale che risulterebbe essere solo una stalla.

Il sopralluogo non avrebbe rivelato abusi edilizi veri e propri, nel senso di edifici o parti di edifici non autorizzate, ma la vastità del complesso, il suo pregio naturalistico e architettonico e il suo valore economico fanno crescere notevolmente la portata di eventuali irregolarità, sia sotto il profilo squisitamente urbanistico che sotto quello fiscale.

Fonte il Secolo XIX