Giocavano al rally e poi lo schianto: muore a 18 anni, si salva il gemello

ambulanzaCastelleone (Cremona), 8 agosto 2014 – «Io gliel’ho detto tante volte: andate piano, non correte su questa strada e mettete le cinture. Loro hanno continuato a passare a cento all’ora. Adesso non c’è più niente da fare». E’ lo sconsolato commento di un abitante di Cascina Stella, peraltro guardia ecologica, che vedeva spesso quell’auto Renault Clio con a bordo quei giovani correre, correre troppo, sulla stradina stretta, ghiaiosa, piena di buche e molto, molto infida. L’epilogo e il dramma, ieri poco dopo le 14. Sulla Renault Clio sono in quattro. Mattia B., 22 anni è alla guida. In auto c’è una ragazza di 22 anni e poi due gemelli diciottenni, F.D. e Andrea Daniele, la vittima; tutti di Castelleone. L’auto, come sempre, sfreccia davanti a Cascina Stella e imbocca la strada verso S. Latino. Trecento metri e poi c’è una curva a sinistra. Quando la affronta, l’auto scivola sulla ghiaia, il guidatore questa volta non la tiene. C’è una prima sbandata sulla sinistra, dove ci sono piante, rovi e un precipizio.

L’auto travolge un arbusto, sbatte contro una pianta che la fa rimbalzare, impazzita e senza più controllo, sulla parte opposta della strada, dove c’è una costa alta due metri che l’auto impegna. Quando arriva in cima, si impenna e ricade ruote all’aria, fracassandosi. Nessuno degli occupanti indossa la cintura. I cristalli vanno tutti in frantumi. Tutti i trasportati vengono sballottati all’interno dell’abitacolo. La peggio tocca ad Andrea che picchia con la testa contro un montante e se la fracassa. Immediata, un’imponente emorragia, il ragazzo finisce per metà fuori dall’auto e muore sul colpo. Gli altri tre escono a fatica da ciò che resta della Clio. Qualcuno chiama i soccorsi e gli abitanti di una vicina cascina cercano di prestare aiuto. Due ambulanze, un auto medica, i vigili del fuoco di Crema e la Polstrada di Pizzighettone raggiungono il posto, che è molto fuori dalle strade principali. Ma quando arrivano, per Andrea Daniele non c’è nulla da fare. Ci si occupa degli altri tre ragazzi che, sotto choc, chiedono notìzie del compagno d’avventure. Vengono avvertiti che non c’è stato nulla da fare e allora, solo allora, si rendono conto di quanto fossero assurde quelle corse e quelle sfide. Oltre tre ore di strada interrotta prima di riuscire a recuperare salma e auto e poi la via viene liberata. L’ultima incombenza sta al parroco di Castelleone, chiamato un’altra volta a benedire la salma di un giovanissimo a sole due settimane dalla morte di Alessandro Maggi, il 14enne ciclista morto sotto un furgone a causa di una caduta a Trigolo.

Fonte Il Giorno