Uccisa dall’ecstacy a 17 anni: arrestato il padre, le aveva dato la droga

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Chloe Wilkes aveva 17 anni, lunghi capelli rossi e un cassetto pieno di sogni da realizzare. Una scuola dove era molto popolare e una famiglia non troppo perfetta. Il 27 luglio Chloe è stata trovata riversa per terra nella sua casa semi-indipendente di Ashford, nel Kent, in Inghilterra, dopo aver assunto una pasticca di ecstacy, fornitale dal padre. A nulla è valsa la corsa la corsa all’ospedale William Harvey: la ragazza è stata dichiarata morta poche ore dopo.

Jason Wilkes, 44 anni, è apparso davanti ai giudici di Folkestone due giorni dopo la morte della figlia: su di lui pende l’accusa di omicidio colposo per aver fornito la droga alla ragazza. Per adesso rimane in custodia cautelare in attesa della lettura della sentenza prevista per il 18 agosto.

Intanto la famiglia, gli amici e gli insegnanti della ragazza non riescono a dare una spiegazione a una morte così assurda.

«Si tratta di un insieme di circostanze disperatamente tristi – ha dichiarato Jon Whitcombe, preside della scuola che Chloe frequentava – i nostri pensieri sono rivolti alla famiglia e agli amici in questo momento così difficile».

L’amica di sempre, Tiffany, ha creato una pagina su Facebook intitolata “Chloe Wilkes – Piccolo angelo adesso sei in buone mani” che sta raccogliendo i pensieri e i ricordi dei compagni di scuola e delle persone più vicine alla ragazza. «L’unica cosa che mi dà conforto è sapere che adesso sei in un bellissimo posto chiamato paradiso – ha postato Hayley Anne Powell – Veglia su di noi da lassù».

Federica Macagnone – Il Messaggero