Diagnosi di tubercolosi latente per Ispettore impegnato nel centro di prima accoglienza

immigrati sbarchi polizia esercitoModica, 9 Agosto. – Affetto da tubercolosi latente un ispettore di Polizia che, per due settimane è stato impiegato nel centro di prima accoglienza  del Porto di Pozzallo. G.R., 51 anni, è aggregato al Commissariato dei Modica ma è  in servizio a Montecatini dal 1983. E’ anche  segretario provinciale del sindacato Siap. L’ispettore appena rientrato a casa ha eseguito le necessarie visite mediche e la diagnosi non ha lasciato dubbi. Non  è assolutamente in pericolo di vita ed è pure tornato a lavorare a Montecatini.

L´uomo è stato sottoposto al test di Mantoux, che consiste nella somministrazione per via entradermica di alcuni derivati proteici della tubercolina, in modo da valutare la reazione dell´organismo dopo alcuni giorni. I medici che hanno curato il poliziotto hanno riferito che questa situazione non desta particolare preoccupazione e non ci sono rischi di alcun genere. L´uomo potrà continuare a lavorare senza alcun problema e a fare la vita di sempre. Anche le radiografie non hanno portato alla luce alcun problema. Resta comunque il contagio dovuto alla permanenza dentro il sito e il silenzio attorno a questa vicenda che sarebbe datata per i primi giorni di luglio di questo anno.

Come riferito da alcuni medici, i migranti portano con sé il batterio di una terribile malattia infettiva che attacca i polmoni. Un male che in Italia sembrava quasi scomparso. Le persone con infezione tubercolare latente non presentano sintomi e la malattia, per manifestarsi, necessita di condizioni in grado di ridurre considerevolmente le difese immunitarie. I soggetti positivi che si ammalano sono immunodepressi, anziani oppure malati oncologici, trapiantati, sebbene anche una dieta esagerata possa contribuire a scatenare la malattia. Quindi, come sempre in questi casi, sono i deboli a subire i danni maggiori dell’immigrazione. Ai fini di una corretta diagnosi e trattamento della Tbc, poi, è fondamentale l’attività svolta dai laboratori di microbiologia clinica. Infatti, solamente attraverso un’attenta analisi si riesce a stabilire se un paziente è infetto in modo latente, oppure in modo attivo, se elimina bacilli con la tosse e quindi è contagioso ed infine a quali farmaci è sensibile.

Unico dato critico al vaglio del ministero degli Interni, sembra che i casi di colleghi agenti di polizia che hanno contratto l´infezione dopo un periodo nei centri di accoglienza siano in aumento in tutta Italia. La Questura di Ragusa ha confermato recentemente che i gli agenti che operano nei Cpa sono sottoposti periodicamente a controlli sanitari obbligatori, tesi ad accertarne la salute. Va comunque reso noto che il lavoro di tutto il personale (volontari, agenti e personale civile coinvolto nelle operazioni di sbarco e controllo) deve essere elogiato sia per la dedizione e per il coraggio di questi uomini e donne, che ogni giorno si prodigano per aiutare i migranti in arrivo.

Fonte: La Spia