Festeggia la nascita del figlio, poi lo massacra di botte: il bimbo rimarrà con una paralisi cerebrale

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La sera prima di massacrare di botte il suo bambino di tre settimane, John David, 30 anni, aveva festeggiato con fiumi di vodka la nascita del figlio. 


Herne Bay – 9 Agosto. – Aveva invitato due amici a brindare, aveva alzato il gomito ed era andato a letto ubriaco. Quando alle prime luci dell’alba, nel loro appartamento di Herne Bay nel Kent, in Inghilterra, il piccolo aveva iniziato a piangere perché voleva mangiare, il padre si era offerto di dargli il biberon mentre la mamma era rimasta a letto. Cosa è successo dopo è ancora tutto da ricostruire.

Il bambino è stato massacrato per ragioni ancora tutte da scoprire. L’unica certezza è che il padre gli ha inflitto lesioni tali da lasciarlo con una paralisi cerebrale che lo segnerà per tutta la vita.

Quando sono arrivati i soccorsi il bambino aveva una clavicola e cinque costole rotte e gravissime ferite alla testa che hanno provocato un’emorragia al cervello. Nel tragitto da casa all’ospedale il piccolo ha smesso di respirare per due volte, ma i paramedici sono riusciti a rianimarlo. Una volta arrivati in sala operatoria, è stato necessario ricostruire il cranio del bimbo, tanto erano profonde le lesioni subite.

In un primo momento il padre si era rifiutato di ammettere la sua colpevolezza e questo aveva portato all’arresto anche della madre del piccolo. Poi la svolta nelle indagini: Davis non era nuovo alla giustizia visto che due anni fa era riuscito a evitare il carcere per aver tenuto a penzoloni un altro bambino fuori dal balcone. L’uomo è stato costretto a confessare ma non ha mai raccontato cosa ha fatto per ridurre il figlio in quello stato. In un primo momento aveva detto alla polizia che il piccolo gli era caduto ma poi ha parlato di blackout che non gli consente di ricordare cosa è successo.

La corte lo ha condannato a otto anni da scontare al Canterbury Crown Court. «Tra qualche anno lui tornerà a una vita normale – ha detto la mamma del neonato – la stessa sorte non toccherà al mio bambino». Secondo il giudice Heather Norton il piccolo avrà sicuramente problemi di sviluppo, ma non è ancora possibile determinare che futuro lo aspetti.

Federica Macagnone – Il Messaggero