File segreti trafugati C’è un nuovo Snowden?

snowdenFiltrati e pubblicati dalla stampa altri documenti super riservati. E ora negli Stati Uniti ci si chiede se esiste una nuova «talpa».

9 Agosto. – C’è un nuovo Edward Snowden che sta trafugando documenti top secret dell’intelligence americana? Il sospetto negli Stati Uniti è forte dopo che il sito The Intercept fondato da Glen Greenwald – il giornalista che ha pubblicato le migliaia di file copiati dall’ex contractor della Nsa svelando il sistema di sorveglianza di massa antiterrorismo – ha reso noto che gli Stati Uniti hanno compilato una lista di 680 mila «potenziali terroristi», 20.800 dei quali cittadini americani o stranieri residenti nel Paese. Altre 320 mila sarebbero comprese in una più ampia lista di persone sospette, portando a circa 1 milione il numero dei potenziali terroristi.
Gli elenchi verrebbero alimentati anche con informazioni acquisite dalla Cia attraverso un programma finora sconosciuto, «Hydra», che consente di accedere segretamente ai database di Paesi stranieri. A far pensare a un nuovo caso Snowden è la circostanza che i documenti del National Counterterrorism Center pubblicati da Greenwald sono aggiornati al novembre 2013, dunque a diversi mesi di distanza dalla fuga di Snowden in Russia. Dopo aver lasciato il Guardian , il 47enne giornalista americano, ex avvocato, che vive e lavora a Rio de Janeiro, ha lanciato a febbraio la testata online The Intercept insieme al fondatore di eBay, Pierre Omidyar. Ieri Greenwald non ha voluto confermare né smentire l’esistenza di una nuova fonte. I documenti sono classificati come «segreti» e «noforn», cioè da non condividere con i Paesi alleati.
Il dato più allarmante, secondo The Intercept , è che circa il 40% dei sospetti terroristi del Terrorist Screening Database (Tsdb) non è ricondotto ad alcun gruppo terroristico. Tra le organizzazioni conosciute, Al Qaeda è la più numerosa con 73 mila sospetti affiliati in Iraq e altri 50 mila in altri Paesi. I talebani schedati sono 62 mila, gli appartenenti ad Hamas 21 mila e altrettanti quelli a Hezbollah. Ad altri gruppi terroristici non specificati appartengono quasi 93 mila soggetti. Da questi elenchi viene tratta la lista dei soggetti da porre nella «no fly list», oggi cresciuta fino a 47 mila nomi, o quelli da controllare con particolare attenzione agli imbarchi in aeroporto.

Fabrizio Massaro – Corriere.it