Più ricchi, più alti, più belli: le bugie che diciamo sui siti di dating

tastiera9 Agosto. – Al giorno d’oggi trovare l’amore online (o anche solo uscire con qualcuno conosciuto in rete per poi magari farci una storia) non è più così insolito: non a caso, ammette di farlo quasi la metà dell’intera popolazione americana. E l’attività social ha pure degli indubbi vantaggi, perché se già durante la chiacchierata in chat il potenziale fidanzato si rivela di una noia mortale, non è certo il caso di incontrarlo pure vis-à-vis (un conto è essere gentili, un altro è essere masochisti). Esistono però anche degli svantaggi e non ci riferiamo solo al possibile maniaco (o alla pazza scatenata) che potete rischiare di trovare al di là di monitor e tastiera, ma anche alle stesse informazioni personali che uno posta sul proprio profilo per attirare l’attenzione altrui, ma che sempre più spesso sono completamente inventate. E secondo il sito “The Richest”, le potenziali “bugie da acchiappo” sono almeno cinque, tutte da mandare a memoria se volete evitare fregature la prossima volta che vi imbattete in un bel visino su qualche sito di appuntamenti online. (testi di Simona Marchetti)

1. Foto «recenti» – Come detto, una bella faccia o un corpo da urlo fanno sempre colpo, di certo molto più dell’elenco degli hobby. Non a caso, l’album fotografico è fra le prime cose che si controllano quando si guarda un profilo online di qualcuno Ma raddrizzate le antenne se negli scatti che vedete il soggetto sembra sempre un pezzo più giovane dell’età dichiarata e fate grande attenzione a dettagli come un telefonino un po’ troppo agé (il selfie in questo caso non mente) o un abito decisamente poco alla moda (a meno che non sia una festa in maschera): sicuro come l’oro che la foto in questione è di almeno un paio di anni prima, se non pure di più.

2. Altezza mezza bellezza – Online una persona può farsi passare per quello che vuole, anche per un vatusso quando invece magari è più sul genere nanetto. Non stupisce dunque che una ricerca sull’argomento abbia scoperto che i profili degli utenti riportino in media un’altezza di almeno cinque centimetri maggiore rispetto alla realtà.

E il fenomeno è trasversale: ovvero, a taroccare il dato sono tanto gli uomini quanto le donne (che poi però possono sempre ricorrere ai tacchi quando si tratta di passare dalla rete alla vita reale).

3. Lo stile di vita – Fingere di condurre una vita più eccitante ed interessante di quanto lo sia nella realtà è una delle frottole online più gettonate e in questo caso delle belle foto aiutano a reggere il gioco, a maggior ragione se l’utente in questione vi è immortalato mentre compie una qualche azione degna di nota (che sia una mezza maratona o un’opera di volontariato). Ma non fatevi ingannare: la maggior parte di quegli scatti «altamente edificanti» in realtà è stata fatta apposta per ottenere consensi (e, quindi, potenziali appuntamenti). Insomma, sono «pose» e basta.

4. Il reddito – E’ stato dimostrato che se un uomo con più di 23 anni non porta a casa almeno 30/40mila dollari l’anno, le possibilità che ottenga un appuntamento online sono 90 a 1: ecco perché non c’è niente come un bel conto in banca a sei zeri per far colpo su qualcuno. Ma se nel mondo reale la prassi di ritoccare leggermente verso l’alto i propri guadagni è ormai consolidata, nell’universo degli incontri in rete l’arrotondamento arriva addirittura al 20% in più rispetto all’effettivo stipendio e indipendentemente dall’età, mentre 100mila dollari è la cifra più indicata nei profili alla voce «guadagno annuali», ma anche quella meno veritiera di tutte.

5. Il sesso – E’ una delle menzogne più diffuse, ma in un senso del tutto diverso da quello che si potrebbe pensare. Se infatti in passato la tendenza più diffusa sui profili online era quella di nascondere le proprie tendenze omosessuali fingendosi etero, oggi succede il contrario. O meglio, sempre più utenti (la percentuale è addirittura di 4 a 1) si dichiarano bisex quando, in realtà, hanno una preferenza sessuale ben precisa (ed univoca).

Il motivo? Molte donne sono convinte che quel «bi» faccia più colpo sull’interlocutore, dando immediatamente l’idea di una persona aperta a nuove esperienze e di larghe vedute, mentre per alcuni uomini potrebbe essere letto come un primo passo per decidersi a fare coming out.

Fonte: Corriere.it