Caso Yara, gli inquirenti vanno avanti: in caserma la suocera di Bossetti

bossettiBergamo, 13 agosto 2014 – Continuano a ritmos errato le indagini sul caso Yara Gambirasio. Al comando dei carabinieri di Bergamo, questa mattina (13 agosto), è stata convocata la suocera, Adelina Bolis. La donna, madre di Marita Comi, è arrivata verso le dieci e viene sentita come persona informata dei fatti. Con lei, è presente l’avvocato Claudio Salvagni.

Adelina Bolis è tronata a vivere nella casa alla Piana di Sopra di Mapello dopo che la procura di Bergamo ha disposto il dissequestro. Lei sta a piano terra, la famiglia del carpentiere al primo. La figlia compare la sera, il tempo di riordinare, di prelevare qualcosa per sé e per i figli. Adelina è gentile. Incrollabile la fede nella innocenza del genero. “Per me è come un figlio. Anzi, è più di un figlio. Con me è sempre stato affettuoso. Io non ci credo. Poi sarà quello che sarà”, aveva detto qualche giorno fa. Non rifiuta il dialogo, risponde anche alla domanda, inevitabile al punto da essere banale, su come è stato il periodo terribile iniziato quel lunedì 16 giugno, quando Massimo Bossetti è stato fermato mentre era al lavoro in un cantiere di Seriate. “Si può immaginare come è stato. E non è finita”. No, non è finita. L’odissea di tutta la famiglia sarà lunga e tormentata. Per lei l’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio è il ragazzo di sempre, affettuoso, tenero con i bambini, sensibile al punto da preoccuparsi a morte per il malanno di uno dei cani.

di Gabriele Moroni

Fonte Il Giorno