Caccia all’ex marito omicida in fuga: “La vita di quella coppia era un incubo”

iemmaL’omicidio davanti agli anziani ospiti della casa famiglia diretta dalla donna. Lui in fuga, già rinviato a giudizio per estorsione. Una fiaccolata per ricordare.

Sarzana, 14 Agosto. – La lite è iniziata al telefono ed è proseguita a casa, davanti ai terrorizzati anziani ospiti della casa famiglia che l’ex moglie aveva inaugurato da un paio d’anni. Poi i tre colpi di pistola contro la donna, e la fuga in auto con la rivoltella infilata nella cintura.

E’ caccia aperta in tutta Italia perSalvatore Iemma, l’imprenditore edile di 47 anni che ieri, a Sarzana, al culmine di un’aspra discussione con l’ex moglie, Antonietta Romeo di 40 anni, l’ha freddata con tre colpi di pistola. La nota di ricerca, con la foto del presunto omicida e la targa della Mazda scura sulla quale è fuggito, è stata diramata dalla questura di Sarzana alla polizia di frontiera e alla Stradale.

All’origine del folle gesto ci sarebbero vecchi rancori e la difficile gestione dei quattro figli, tre dei quali minorenni, che la coppia ha avuto in 22 anni di matrimonio.

Erano da poco trascorse le dieci di sera quando tre colpi di pistola hanno interrotto la placida serata del quartiere nell’immediata periferia di Sarzana, al confine tra Liguria e Toscana.  

Ad avvertire la centrale operativa del 118 sono stati gli anziani ospiti della casa famiglia che Antonietta accudiva nel suo villino a due piani trasformato in residenza della Terza età al 16 di via Turì, vicino all’ospedale di Sarzana, in provincia di La Spezia, l’ultimo comune della Liguria prima della Toscana.

Attirati dal fischio delle sirene dell’ambulanza, poco dopo sono giunti davanti alla casa di Antonietta anche i genitori che abitano a poca distanza dal villino, spinti da un terribile presentimento.

Quando è stata soccorsa dal medico, la donna respirava ancora: un proiettile l’aveva raggiunta in pieno petto, gli altri alla spalla. E’ morta poco dopo, sull’autolettiga diretta al pronto soccorso. 

Entrambi originari della Calabria, Antonietta e Salvatore si erano sposati nel 1992, ma nel corso del tempo, il rapporto tra i due si era sfaldato. 

E poi c’erano state anche le accuse dei giudici contro Salvatore ad allontanare definitivamente i due coniugi. Iemma era stato da poco rinviato a giudizio, insieme ad altre 17 persone, per estorsione al termine di una indagine per sfruttamento della prostituzione ed estorsione legato all’ attività di un noto night club spezzino, chiuso tre anni fa.

A sentire i vicini di casa, tra Salvatore e Antonietta i litigi erano frequenti. “Una tragedia annunciata”, commenta disperato un uomo che abita a poca distanza dal villino della tragedia. “Litigavano continuamente. La loro vita era diventata un incubo”.

Antonietta verrà ricordata stasera, insieme a tutte le donne vittime di atti violenti, con una fiaccolata organizzata in centro città con l’Associazione Vittoria con la quale l’amministrazione comunale sostiene uno sportello antiviolenza rivolto alle donne.

“La battaglia comune – ha detto Juri Michelucci, segretario provinciale Pd di La Spezia – è quella di combattere la “non cultura” della discriminazione e della violenza. Non facciamo abbastanza, dobbiamo fare di più”.

Fonte: Repubblica Genova