Violenza sulle donne: “Hai visto i giornali? Farai la stessa fine”

Violenza-donneAvvertimento choc per una  40enne che racconta il suo dramma. Nei giorni scorsi la diffida del questore all’ex

La Spezia, 19 agosto 2014 – «BASTA LEGGERE i giornali». Quattro semplici parole che suonano macabre, che hanno l’odore inquietante di una tragedia annunciata che non vorremmo mai ritrovarci a scrivere. Perché i giornali in questione sono quelli che raccontano del dramma di Sarzana, della fine orrenda di una giovane mamma, caduta per mano dell’uomo che diceva di amarla o, quantomeno, che l’aveva amata al punto da mettere al mondo con lei quattro figli. I fatti che seguono tolgono poi ogni dubbio: la donna — una quarantenne spezzina, anche lei madre, anche lei delusa da una storia finita male — a cui è stato recapitato il messaggio viene raggiunta poi da una telefonata altrettanto inquietante. «Hai visto che cosa è successo a Sarzana? — chiede la voce dall’altra parte del filo con un tono che fa rabbrividire —. Leggi bene i giornali, perché farai la stessa fine di quella. Preparati». E la destinataria dell’avviso, in realtà, si è già preparata come poteva. Ha lottato con il terrore per portare alla luce l’incubo che la tormenta da quasi un anno, ha cercato di affilare le unghie per salvare se stessa e la sua famiglia dalla rabbia folle dell’ex marito. Perché quella voce ha un nome e un cognome: quelli del suo compagno di vita nonché padre dei suoi figli, travolti — anzi coinvolti dallo stesso uomo che li ha addirittura “usati” per far arrivare tra le pareti domestiche, dopo la separazione giudiziale, le sue minacce all’ex — da quest’ondata di odio incontrollato.

«Non so più che cosa fare, abbiamo paura. Non viviamo più da mesi». Trattiene a stento le lacrime la 40enne, facendosi forza proprio per amore dei bambini, tutti minorenni e, adesso, potenziali bersagli della follia del padre perché «se i bimbi non li posso vedere io — le ha urlato tempo fa in una delle cinquanta telefonate ricevute mediamente al giorno — non li vedrai mai più nemmeno te». Ora lei si aspetta di tutto ed è pronta a tutto, per rompere le catene della sua prigionia. «La morte di Antonietta Romeo — spiega dopo essersi rivolta (anche) alla nostra redazione per chiedere aiuto — mi ha aperto gli occhi. Non posso più sopportare i pedinamenti sotto casa e al lavoro, le chiamate e i messaggi minacciosi. Ho bisogno di essere protetta, ho bisogno che qualcuno mi aiuti concretamente, prima che le parole si concretizzino in gesti». Da qui la querela presentata ai carabinieri della Spezia e la lettera accorata indirizzata, poche settimane fa, al questore. Un appello raccolto: l’uomo, pregiudicato, è stato denunciato alla magistratura per atti persecutori e presto, visto il protrarsi delle minacce, verrà chiesta per lui anche una misura cautelare.

 di Elisa Capobianco

Fonte La Nazione