Politiche immigrazione: Alfano chieda misure adeguate o si dimetta

angelino alfanoRoma , 21 agosto 2014 – Ieri tutto il mondo ha assistito impotente ad una brutale esecuzione, non di un nemico, non di un militare, ma di un giornalista, da parte di un terrorista di ISIS.
Cosa sia ISIS credo oramai lo sappiano in molti: l’organizzazione estremista islamica che con un esercito di 30 mila spietati assassini ambisce a ripristinare un sultanato unico che dal medio oriente e dal corno d’Africa, sino ai paesi del Maghreb, si prefigge di conquistare l’Europa attraverso la Spagna. La sua arma militare? Il terrore. E’ con il terrore che sta, nel silenzio e nella indifferenza dei paesi occidentali, mietendo vittime tra i cristiani, ottenendone la conversione all’Islam, stuprando, violentando, decapitando. La sua forza politica? I milioni di sostenitori tra i tanti musulmani oramai presenti nel nostro e negli altri paesi europei, ma soprattutto le divisioni interne e quella malintesa tolleranza di matrice cattocomunista con cui si continua a violentare le nostre tradizioni e la nostra cultura.  Noi costruiamo moschee, loro distruggono e distruggeranno ogni simbolo della nostra cristianità, della nostra storia. Per loro la guerra Santa è appena cominciata. Tutto questo c’entra con le politiche migratorie e d’integrazione? Assolutamente si.  Gli analisti dei nostri servizi avvertono: infiltrati di ISIS tra gli sbarchi clandestini.  Ma senza scomodare il terrorismo internazionale, il sindaco di Salerno, un politico di sinistra che piace molto anche alla destra per la sua notoria franchezza, pochi giorni fa avvertiva: con gli immigrati la situazione si sta facendo insostenibile.  Salerno. Una città tradizionalmente tollerante sta perdendo la pazienza. E si rischia una deriva razzista. Ma la pazienza la stanno perdendo anche gli italiani. Tutti. Stanchi di sopportare i costi elevati quanto inutili (in barba ai nostri giovani disoccupati) ed un integrazione inesistente.  La pazienza la stanno perdendo le forze di polizia esposte a rischi di malattie infettive per stipendi da fame.  Unico risultato? Orde di mendicanti che affollano le nostre città in balia delle organizzazioni criminali di altri loro connazionali.  E centri di accoglienza trasformati in lager.  Mentre nei paesi di provenienza trafficanti di morte vendono sogni e speranze a buon mercato.  La ricetta? Intanto si ripristini il reato di immigrazione clandestina. Non è stupida politica di contrasto, ma un messaggio inverso: il nostro non è più il bel paese in cui chi arriva alloggia.  Si puniscano con severità tutte le forme di apologia del terrorismo. Chi manifesta a sostegno di ISIS sia immediatamente rimpatriato.  Si pretenda dall’Europa un piano Marshall di interventi nei paesi di provenienza e si neghi ogni assistenza agli sbarchi.  Alfano, Ministro dell’Interno e leader del Nuovo Centro destra non deve rimanere al suo posto alle attuali condizioni. Pretenda queste misure o si dimetta.
di Angelo Jannone