Scontro fra Tornado, lutto alla base di Ghedi. Prevale l’ipotesi dell’errore umano

image (2)Ghedi (Brescia), 21 agosto 2014 – Dopo il tragico schianto dei tornado ad Ascoli, con quattro militari dell’Aeronautica coinvolti, all’aeroporto militare diGhedi è arrivato il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale Pasquale Preziosa. L’ufficiale ha incontrato alcuni familiari dei due piloti e due navigatori. Da quanto si è saputo, il generale Preziosa è stato a colloquio con alcuni parenti dei quattro piloti per esprimere loro la vicinanza dell’Aeronautica dopo la tragedia. La visita è durata fino alle 13 circa. I familiari ospiti nella base lasceranno l’aeroporto di Ghedi tra oggi e domani. Quando saranno concluse le ricerche dei corpi nei pressi di Ascoli Piceno l’Aeronautica militare organizzera‘ le esequie che dovrebbero tenersi nella base in provincia di Brescia.

LA RICERCA DEI CORPI – Intanto nella zona di Ascoli continuano le ricerche dei piloti che ancora mancano all’appello: “Finche’ non li troviamo oppure finche’ non avra’ piu’ senso continuare le ricerche”, dicono dall’Aeronautica militare. Le ricerche, via terra e anche dall’alto con mezzi aerei, si dovrebbero concentrare oggi nella zona di Poggio, Venarotta e Roccafluvione. La ricerca prosegue con 150 uomini sul campo in una zona boschiva di 46 ettari.

Nella giornata di mercoledì erano stati rinvenuti, a 800 metri di distanza tra di loro, i resti dilaniati e carbonizzati di due aviatori che hanno perso la vita nello scontro in volo tra i due Tornado, poi precipitati a terra. La loro identita’ non e’ ancora stata ufficializzata dalle autorita’. Nel pomeriggio sembrava che un terzo cadavere fosse stato scoperto in un terreno privato in localita’ Casacagnano, nel Comune di Roccafluvione, sul versante opposto dell’area principale delle ricerche e dell’incendio boschivo provocato dallo schianto. Ma la notizia non è stata confermata“Noi li cerchiamo ancora come se fossero vivi”, dice una fonte dei vigili del fuoco di Ascoli, riferendosi al pilota e al navigatore che mancano all’appello.

IDENTIFICAZIONE DEI RESTI La Procura di Ascoli ha disposto l’esame del Dna sui resti semicarbonizzati dei due piloti recuperati ieri nell’area in cui sono precipitati i due Tornado militari scontratisi in volo due giorni fa. I resti, appartenenti a due uomini, sono irriconoscibili e non è stato possibile fino a ora identificarli.

L’INCHIESTA PER DISASTRO COLPOSO Ma le speranze di trovarli in vita sono ridotte al lumicino. Intanto laProcura di Ascoli, in parallelo con la Procura militare di Verona, ha avviato un’inchiesta per disastro aereo colposo. L’ipotesi prevalente per lo scontro tra due Tornado militari e‘ l’errore umano. La Procura acquisira’, oltre ai tracciati radar e ai piani di volo dei due velivoli, uno “storico” di piani di voli precedenti sulla stessa rotta. Molti testimoni riferiscono di aver visto volare i due Tornado molti bassi prima dello scontro in volo, e di aver fatto molte telefonate allarmate alle autorita’ negli attimi precedenti all’esplosione avvertita anche nella vicina citta’ picena. La magistratura ascolana ha ricevuto una prima relazione dall’Aeronautica Militare sulla sciagura. Oltre al conferimento dell’incarico per l’esame del dna sui resti dei due piloti sinora recuperati, la Procura valutera’ la possibilita’ di assegnare altre perizie quando sara’ stato raccolto ulteriore materiale. Si tratta in particolare delle scatole nere dei due velivoli, una delle quali potrebbe essere stata gia’ individuata nella zona collinare tra Tronzano e Casamurana (Ascoli Piceno).

SCATOLE NERE Sta dando buoni risultati, nel frattempo, la ricerca delle scatole nere presenti sui Tornado. Pur non essendoci conferme ufficiali, le squadre che stanno bettendo la zona avrebbero localizzato la scatola nera di uno dei caccia.

GHEDI IN LUTTO Le attivitè nella base militare di Ghedi, dopo la tragedia che ha coinvolto i quattro piloti, si sono ovviamente ridotte, rispetto alle esercitazioni quotidiane, anche perché alcuni militari da due giorni sono vicini ai familiari dei quattro capitani che sono ospitati nell’aeroporto. Intanto, nella cittadina di Ghedi, le bandiere sono state poste a mezz’asta per onorare i piloti. Lo stesso sindaco della città, Lorenzo Borzi, ieri aveva parlato dell’incidente avvenuto nelle Marche come di un ”dramma familiare” perché il paese convive da oltre 50 anni ormai con la presenza degli uomini e delle donne del 6° Stormo.

Biglietti e mazzi di fiori, inviati da cittadini, in particolare di Ghedi, sono arrivati in queste ore nell’aeroporto militare. Persone comuni, inviando mazzi di fiori e biglietti, hanno voluto manifestare la loro vicinanza all’Aeronautica militare colpita dalla tragedia. Tutto il paese sta esprimendo la sua vicinanza e il suo dolore.

Fonte Il Giorno