Bimbo disabile di 8 anni picchiato e violentato dai compagni

Build hospitalUSA, 23 agosto 2014 – Malmenato, insultato e molestato sessualmente. Tutto tra le mura di quello che dovrebbe essere un ambiente protetto per i piccoli: la scuola.

Per un bimbo disabile di 8 anni andare alla Miramonte Elementary School a South Los Angeles era un inferno. E’ uscito dall’incubo solo quando, a causa dei maltrattamenti, è stato necessario un intervento di rimozione di un testicolo.

Secondo la mamma, Josefina Corona, il piccolo avrebbe subìto 14 mesi di aggressioni fisiche, da aprile 2012 a giugno 2013, da parte di altri studenti.
Nessuno a scuola si era accorto di nulla, né gli insegnanti né il personale della struttura. Eppure il bambino, vittima del più crudo bullismo, era costretto a nascondersi, a fuggire dai suoi aggressori per non farsi fare del male.

Il più delle volte come nascondiglio sceglieva il bagno, ma anche quella tana che pensava sicura era stata scoperta. Secondo Josefina, in una di queste occasioni un agente di sicurezza della scuola avrebbe molestato sessualmente il figlio mentre stava rannicchiato in un angolo.

Un giorno i bulli gli avevano fatto tirare giù i pantaloni e uno di loro, dopo averlo preso a calci, gli ha schiacciato un testicolo. Anche in quel caso nessuno ha sentito il grido di dolore del bambino. Una volta a casa la mamma si è accorta che qualcosa non andava e ha deciso di portarlo al Children Hospital di Los Angeles. Un urologo, dopo aver constatato le ferite, ha dovuto operare il bambino asportando uno dei testicololi che era gravemente danneggiato.

«Mio figlio veniva schiaffeggiato e preso a calci quotidianamente – ha raccontato la mamma – e nessuno ha mai fatto nulla».

Per le molestie e gli abusi subiti Josefina ha intentato una causa al distretto di Los Angeles dopo che il bimbo ha iniziato a raccontare quello che succedeva nella scuola degli orrori.

Due anni fa l’istituto finì nella bufera e tutto il personale scolastico venne licenziato: Mark Berndt, un insegnante, aveva dato da mangiare il proprio sperma ai bambini. Adesso l’uomo è in carcere e dovrà scontare una pena di 25 anni.

«Qualcosa è cambiato da allora – ha raccontato Josefina – ma i bambini là dentro continuano a farsi del male e il distretto continua a far finta di non vedere».

Federica Macagnone

Fonte Il Mattino

A.L.