Stamina, l’sos di una mamma: «Mio figlio si sta spegnendo dopo stop a infusioni»

corsia ospedaleNapoli, 23 agosto 2014 – «La lotta alla Sla va bene, ma non esiste solo la Sla, ci sono altre malattie degenerative gravissime, come quella di Mattia, che si sta spegnendo lentamente in ospedale, dopo che lo Stato gli ha impedito di sottoporsi ad infusioni di cellule staminali, senza però dargli neanche l’assistenza necessaria». Così Simona Marrazzo, 32 anni, madre di Mattia, il bambino napoletano affetto dalla sindrome di Sandhoff, curato con il «metodo Stamina» fino allo stop del Ministero.

Simona – che da giugno assiste 24 ore al giorno il figlio prima al Policlinico della Sun di Napoli, poi all’ospedale «Bambin Gesù» di Roma – esprime solidarietà «alle famiglie che ancora si battono nei Tribunali», come i genitori della piccola Celeste di Mestre, affetta da Sma 1, che ieri hanno ottenuto di farla sottoporre ad infusione negli «Spedali Civili» di Brescia su ordine del giudice del Tribunale di Venezia.

«Noi abbiamo combattuto da soli per due anni, con avvocati e medici – aggiunge la madre di Mattia – ma adesso non ce la facciamo più e speriamo solo che Mattia, che al Bambin Gesù è bene assistito, possa compiere i suoi 7 anni, il 15 settembre. Dopo le prime due infusioni di staminali era migliorato, e lo abbiamo documentato con immagini e relazioni mediche. La terza gliela hanno praticata ad una distanza di mesi, invece che di 35 giorni. Poi più nulla. Al di là di errori o responsabilità del professor Vannoni, c’è un’ostilità della scienza ufficiale e del sistema sanitario contro la terapia staminale ed i piccoli ammalati, come Mattia, la stanno pagando».

Fonte Il Mattino

A.L.