La Corte dei Conti critica contributi all’autotrasporto

camion3I giudici amministrativi hanno esaminato i vari capitoli di spesa per l’autotrasporto contenuti nella Legge 183/11 e hanno rilevato diversi punti critici. Chiedono una riflessione sulla loro utilità.

24 Agosto. – L’indagine della Corte dei Conti ha prima di tutto posto in evidenza che il quadro normativo di riferimento per le misure di sostegno all’autotrasporto é complesso e coinvolge diversi livelli di competenza. In concreto, ciò determina il rischio di sovrapposizioni e di contrasto della normativa interna con quella europea, come é già avvenuto nella vicenda de contributo al trasporto combinato strada-mare (ecobonus).
Inoltre, la Corte dei Conti ha rilevato “Una frammentazione delle competenze che non giova all’efficienza gestionale, una reiterazione delle forme di contribuzione, in alcuni casi da oltre un decennio, la concentrazione degli aiuti su spese di natura corrente delle aziende, che sostanzialmente appare poco idonea ad uno sviluppo infrastrutturale utile per il rilancio del settore”.
Un altro punto critico riguarda i ritardi “considerevoli” nell’attuazione di tre interventi previsti su cinque: formazione professionale, contribuzione per i pedaggi autostradali, aiuti per le vie alternative al trasporto stradale (ecobonus). La Corte ha esaminato anche i singoli provvedimenti, rilevando diversi punti critici.
La contribuzione al costo del lavoro (premi INAIL) ha evidenziato la funzione “Meramente perequativa della misura, tesa a ricondurre agli andamenti del mercato gli oneri assicurativi, del tutto avulsa, quindi, da una funzione di stimolo del settore”.
Sugli aiuti destinati alla formazione professionale, la Corte rileva l’accorpamento delle risorse previste per due anni, “Circostanza che caratterizza il ritardo nell’attuazione”. Inoltre, i giudici notano che “L’onere derivante dalle attività istruttorie esternalizzate alla società RAM spa grava sulle risorse effettivamente destinate al settore”. Per alcuni bandi ci vuole “Maggiore conformità ai criteri di trasparenza che devono caratterizzare l’evidenza pubblica”.
Per le misure di aiuto destinate alla sicurezza e alla protezione ambientale, la Corte sottolinea che la maggior parte delle risorse é destinata al rimborso dei pedaggi autostradali, per i quali c’é un ritardo sistematico di tre anni tra programmazione ed erogazione e dei pagamenti che “per prassi sono destinati ad esercizi precedenti”.
Ancora più grave appare la situazione della deduzione forfettaria delle spese non documentate, che sono difficilmente controllabili perché é impossibile quantificare le risorse effettivamente destinate e “che potrebbero essere non in linea con gli stanziamenti”. Su questo punto, la Corte suggerisce “Una modifica alle dichiarazioni fiscali e alla stessa normativa primaria”.
Difficoltà nei controlli emergono anche per il rimborso di quota parte del premio RC destinato al SSN. Infine, sia per le deduzioni forfettizzate, sia per la contribuzione SSN ai premi RC, i giudici rilevano “La mancanza dei relativi dati nella Banca degli Aiuti istituita presso il Ministero dello Sviluppo Economico, col fine di garantire che venga rispettato il limite comunitario per gli aiuti de minimis (pari a 100mila euro triennali per il settore)”.
La relazione della Corte dei Conti sugli aiuti all’autotrasporto conclude sostenendo che “Tali circostanze impongono una riflessione sulla reale utilità delle politiche di settore in un contesto in cui la quota del trasporto su strada è pari all’86%, contro il 14% del trasporto merci su rotaia”.

RELAZIONE CORTE DEI CONTI SU CONTRIBUTI PUBBLICI ALL‘AUTOTRASPORTO 2014

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