Sanguinosa rivolta in un carcere: quattro detenuti uccisi, guardie prese in ostaggio, la prigione data alle fiamme

CarcereBrasile, 25 agosto 2014 – È in corso dalla scorsa notte una sanguinosa rivolta nel carcere di Cascavel, città situata nello stato di Paranà a sud del Brasile. Quattro detenuti sono stati uccisi, due di questi hanno subito la decapitazione, mentre altri due sono stati buttati giù dal tetto della prigione. Al momento ci sono due guardie prese in ostaggio dai rivoltosi che rivendicano la necessità di migliori condizioni all’interno della struttura.

 Coinvolti nella rivolta almeno 700 detenuti inferociti per le spaventose condizioni di igiene e per il cibo dell’istituto. I media locali hanno mostrato immagini di prigionieri che picchiavano i loro compagni e che legavano corde intorno ai loro colli per tentare di strozzarli. Molti ribelli si sono incappucciati e sono saliti sul tetto della struttura da dove hanno lanciato nel vuoto i rivali.

 La ribellione sarebbe cominciata proprio durante la consegna del pasto da parte del personale del carcere. Mille detenuti a quel punto si sono dati al saccheggio delle provviste e hanno incendiato suppellettili. Nel caos generale due carcerati sono stati assassinati e decapitati e pare che i ribelli stiano terrorizzando le due guardie ancora in ostaggio agitando davanti ai loro occhi la testa mozzata di una delle vittime. La rivolta ha coinvolto due opposte gang di spacciatori e la situazione è ancora nel caos più totale mentre buona parte della struttura penitenziaria è andata distrutta per le fiamme appiccate dai rivoltosi.

 Nel carcere ci sono circa 1.200 detenuti e col passare delle ore i ribelli hanno assunto il controllo del 60 per cento dell’edificio. Per tutta la notte sono proseguiti i negoziati tra le autorità penitenziarie e i rivoltosi.

 La situazione delle carceri in Brasile è esplosiva. Il sovraffollamento ha raggiunto livelli insostenibili. A fronte di 548 mila detenuti, il Paese avrebbe bisogno di altri 207 mila posti, sostiene l’ONG Conectas.

Fonte La Stampa

A.L.