Italiane rapite, ore decisive per la liberazione

greta vanessaGreta e Vanessa starebbero per essere rilasciate. La svolta dopo la minaccia di raid Usa sulla Siria.

Roma, 26 agosto 2014 – Ore decisive per la liberazione delle due italiane rapite in Siria. Le giovani Greta Ramelli e Vanessa Marzullo potrebbero essere rilasciate dopo la svolta militare americana di possibili raid sulla Siria per colpire i fondamentalisti islamici dell’Isis. Già in questi giorni sono stati liberati ostaggi Usa: l’ultimo è stato il reporter americano Peter Theo. A scendere in campo sono stati i nemici dell’Is, che avrebbero accettato di «collaborare» con gli Stati Uniti. Barack Obama non ha ancora preso una decisione sull’autorizzazione di eventuali raid aerei Usa in Siria per colpire le roccaforti degli jiahdisti sunniti dello Stato Islamico. Ma intanto i primi risultati sono arrivati: sono aumentate le possibilità che le due italiane possano tornare presto libere e che la Siria possa aprire agli Usa a raid contro i fondamentalisti. Giorno dopo giorno, comunque, continuano ad arrivare conferme su un possibile attacco contro l’Occidente da parte dell’Isis. Ad alzare il livello di guardia sono le intelligence di tutti i Paesi europei. L’ultimo a sostenere che ci sono rischi concreti di un attentato nel vecchio continente è l’ex capo della Cia, il generale Michale Hayden. Secondo l’alto ufficale un attacco dell’Is contro obiettivi negli Stati Uniti o in Europa è solo una questione di tempo. Una convinzione che lo ha portato a definire lo Stato Islamico una «organizzazione locale molto potente, ragionevolmente la più potente organizzazione terroristica della regione. Ma ha ambizioni globali e ne ha gli strumenti». Il generale ha dunque ricordato che lo Stato Islamico ha «espresso l’intenzione» di attacco contro l’Occidente: «Non c’è modo più potente di accreditarsi nella comunità jihidasta che realizzare un attacco del genere». Del resto il Michael Morell, vice direttore ad interim della Cia che ha definito la decapitazione di James Foley come rappresaglia per i raid Usa «il primo atto terroristico del gruppo contro gli Usa». Ma l’ex capo della Cia va oltre, sostenendo che raid aerei americani contro le basi dello Stato Islamico in Siria, oltre a quelli già in corso in Iraq, farebbero la differenza nella lotta contro l’organizzazione terroristica. Ritiene, quindi, che si debba passare a una strategia di attacco e non solo di difesa. «Non si tratta solo di difesa, ma di offesa, di smantellare l’Is», ha affermato, suggerendo che i raid condotti in Siria minaccerebbero la stessa «sopravvivenza» delle strutture dello Stato Islamico. Le parole del generale americano arrivano a distanza di pochi giorni dall’allarme lanciato invece dall’intelligence italiana, secondo la quale tra gli obiettivi nel mirino del gruppo terroristico ci sarebbe anche Papa Francesco, definito il massimo esponente della religione cristiana. Questo perché il Pontefice è «portatore di false verità».

di Augusto Parboni
Fonte Il Tempo
A.L.