Ucraina, prima vittima morto dopo la tregua. Berlusconi: “Da Nato scelte irresponsabili”

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MARIUPOL (UCRAINA) – Primo morto in Ucraina orientale, dopo la tregua. Una serie di bombardamenti sporadici, con raffiche di armi automatiche, si sono verificati all’alba di oggi nella periferia della città portuale. Una donna è morta e tre persone sono rimaste ferite. Forti esplosioni sono state sentite anche vicino all’aeroporto di Donetsk e si teme sempre di più che il cessate-il-fuoco, firmato a Minsk, possa saltare. L’area è sotto il controllo di Kiev da maggio, ma da allora ha subìto diversi attacchi da parte dei separatisti russi. Una serie di bombardamenti sporadici, con anche raffiche di armi automatiche, si sono verificati all’alba di oggi nella periferia di una delle principali città dell’Ucraina orientale, Mariupol, dove già ieri si erano sentite delle esplosioni.

Resta altissima la tensione fra Russia e Occidente. Una questione sulla quale oggi è intervenuto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, attaccando la Nato. “Siamo in angoscia per la profonda crisi. dell’economia che va di male in peggio e ancora più per la situazione internazionale e per le decisioni dei vertici occidentali, americani, la Nato, i vertici europei che direi incredibilmente e irresponsabilmente, hanno cancellato e stanno cancellando il grande lavoro e i risultati che avevamo conseguito noi nel 2002 con il trattato di Pratica di Mare, mettendo fine a mezzo secolo di guerra fredda che ci aveva angosciati”, ha detto Berlusconi. Per il leader di Fi, “a causa di una malaugurata carenza di leadership internazionale” si sta assumendo “un atteggiamento ridicolmente e irresponsabilmente sanzionatorio nei confronti della Federazione Russa, che non può non difendere i cittadini ucraini di origine russa che considera come fratelli”
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Il Cremlino ha minacciato di reagire nel caso in cui l’Unione Europea dovesse confermare il nuovo pacchetto di sanzioni, deciso ieri dagli ambasciatori dei 28 paesi membri dell’Ue e la cui formalizzazione è attesa lunedì. “Se la nuova lista di sanzioni della Ue entra in vigore – avverte il ministero degli esteri russo – ci sarà sicuramente una reazione da parte nostra”.

In precedenza i presidenti ucraino Petro Poroshenko e russo Vladimir Putin in un colloquio telefonico si erano detti soddisfatti di come il cessate-il-fuoco fosse stato globalmente rispettato, discutendo delle misure da prendere perché la tregua avesse un carattere durevole, come indicato in un comunicato della presidenza. Eppure giù in mattinata c’era stato uno scambio di accuse fra il governo ucraino e i ribelli filorussi su violazioni del cessate-il-fuoco. I separatisti avevano poi ribadito di voler continuare a battersi per l’indipendenza. Secondo un portavoce dell’esercito undici volontari del battaglione Aidar schierato al fianco dei militari di Kiev sono stati uccisi dopo l’entrata in vigore della tregua. Vittime che si vanno aggiungere ai 2.600 morti e oltre un milioni di profughi provocati da cinque mesi di conflitto.

La Repubblica

LCSO