Marò: un’ingiustizia tutta italiana. “Il Governo lavora per accelerare i tempi”

maròMassimiliano Latorre e Salvatore Girone, un caso nazionale, l’argomento più discusso nelle ultime ore, a fronte di tre lunghi anni che li vedono trattenuti in India, in attesa di un processo smarrito negli orizzonti della giustizia indiana, e che sembra non trovare una via d’uscita, così proprio come il nostro Governo centrale, che da tre anni a questa parte, nonostante le continue successioni al potere, manifesta ancora una volta l’incapacità politica di trovare una soluzione che sia quella giusta e definitiva, ad un’ingiustizia tutta italiana.

E’ da quasi tre anni che gli italiani non smettono di porsi domande, su quello che sarà l’epilogo di questa vicenda, che tanto sta facendo discutere e disperare. Si cercano risposte alle molteplici domande, che spesso restano tali, per poi finire nell’oblio. Queste domande, approfittando della sua presenza in un contesto politico in provincia di Taranto (terra di Massimiliano Latorre), le abbiamo poste all’on. Domenico Rossi, sottosegretario alla difesa. Quanto può essere d’aiuto una visita di appena 7 ore in India, nei confronti di due figli dell’Italia abbandonati a destino incerto, di cui uno, Latorre, colpito il 1 settembre da ischemia cerebrale e ricoverato presso il locale presidio ospedaliero? 7 ore a fronte di 7 giorni di degenza. Latorre è stato dimesso ieri dall’ospedale di New Delhi, e i suoi legali hanno chiesto alla Corte Suprema Indiana di permetterne il rientro in Italia, per curarsi adeguatamente. Ma le priorità del nostro Governo quali sono? Quando l’Italia sarà vittoriosa per quanto riguarda la vicenda Marò? E quando, tra le tante frasi pronunciate, sentiremo quella giusta, ovvero “Li abbiamo riportati a casa?”. L’Onorevole Domenico Rossi, spiega che la questione Marò vede l’attuale Governo sicuramente molto attento; anche se si tratta di un Governo che si è trovato ad affrontare una situazione nuova, ovvero quella che vede finalmente la presenza di un interlocutore, a differenza dei governi precedenti che si trovavano all’interno di una situazione elettorale non definita. “Ora che in India vi è un nuovo presidente, sono iniziate delle nuove interlocuzioni. Prima di procedere con un arbitrato internazionale questo governo sta cercando di esperire ogni tentativo per cercare di chiudere la partita tramite accordi col governo Indiano – spiega Rossi – Speriamo di avere risposte dal Governo Indiano a breve scadenza, poi se questo non avverrà, proseguiremo sulla strada dell’arbitrato internazionale che è già tracciata e per la quale ci siamo adeguati attraverso dei professionisti”. Una dichiarazione che può farci benissimo presumere che qualcosa si stia muovendo nel verso giusto. Ma la realtà dei fatti è ben altra cosa. Uno dei due fucilieri versa in condizioni di salute non ottime, si spinge affinché rientri in Italia per curarsi, e nell’ombra resta Girone. Abbiamo dunque chiesto all’on. Rossi “Girone che fa? Resta in India?”. Lui di tutta risposta ci riferisce che tutte le situazioni devono essere analizzate step by step, e che sicuramente in questo momento la situazione di Latorre, è una situazione particolare rispetto a quella di Girone. Poi si rifà al motto dei Marò. “E’ chiaro che se ci rifacciamo al motto dei Marò, ‘Indietro non si lascia nessuno’, questo vuol dire che è valido per due, ma a maggior ragione è valido per uno”. Certo, letteralmente il motto dei Marò recita “Indietro non si lascia nessuno”, ma è anche certo che i Marò in questo caso non fanno da se. Quindi a parole va più che bene: ma nel concreto?  Il Governo pare cercasse un’interlocuzione, che a detta dell’On. Rossi ora c’è. Quindi qual è la soluzione? L’On. Rossi ha dichiarato che la soluzione per il Governo Italiano, non è quella di portare il processo in Italia “questa è una subordinazione”, bensì trovare un accordo con questo nuovo Governo indiano per accelerare i tempi e riportare i nostri due Marò a casa. “Quello che è successo a Latorre, dovuto allo stress per una situazione così particolare – spiega Rossi – ci sensibilizza ancora di più a cercare una soluzione. Il nostro punto di forza è pensare che Latorre e Girone, erano lì in missione per uno Stato sovrano e godevano di immunità funzionale seppur in acque internazionali – e conclude – questo ci rende tranquilli perché con un arbitrato internazionale vinceremmo sicuro”. Questa è solo un’ipotesi però, in quanto la politica opta per un accordo finalizzato ad accelerare i tempi, e riportarli a casa il prima possibile. C’è ancora molta ambiguità per quanto riguarda la vicenda Marò. Ma L’Italia in casi come questo, non può permettersi una politica ambigua, che pesa sulle spalle di nostri due connazionali e delle loro famiglie. Bisogna fare qualcosa di concreto. In ogni senso. Per l’Italia, per i Marò. I motti e le parole servono a ben poco, dopo tre anni.

Elena Ricci