Cagnolina legata alla catena con un collare di ferro a punte conficcate nel collo, salvata in extremis

image (5)L’Enpa si costituirà parte civile per sottrarre il cane ai proprietari e darlo in adozione

Pistoia, 12 settembre 2014 – Una scena forte, agghiacciante, quella che si sono trovati davanti agli occhi gli operatori dell’Enpa di Pistoia. Lilla, una cognolina meticcia di pastore tedesco, era tenuta a catena con un collare di ferro, stretto attorno al collo, le cui punte ritorte penetravano nella carne dell’animale che era sanguinante ed infetto. Un vero e proprio strumento di tortura. L’animale emanava un odore nauseabondo a causa dell’infezione dovuta alle numerose ferite. Gli operatori sono arrivati a Lilla grazie a una segnalazione che indicava un caso di maltrattamento di animali in un allevamento della montagna pistoiese. ​

L’allevatore si è difeso dicendo che il cane non apparteneva a lui ma alla figlia e che era legato alla catena perché era particolarmente vivace. Gli operatori dell’Enpa hanno chiamato immediatamente la municipale che è intervenuta prelevando l’animale dall’allevamento – che si trova nel Comune di Cutigliano, in località Melo -per trasferirlo al Canile Sanitario di Pistoia ed operarlo con la massima urgenza. Il cane aveva anche la febbre a 40 gradi, causata dall’infezione. A tutela di Lilla, l’Enpa ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro l’allevatore e la figlia, a cui è intestato il cane, rendendosi disponibile ad assumersi la proprietà dell’animale al fine di trovargli una nuova adozione, promuovendone, inoltre, la confisca per evitare che possa tornare nella custodia di persone che l’hanno gravemente maltrattato. L’Enpa si adopererà inoltre per la tutela dell’altro cane ancora in possesso dell’allevatore (un border collie di circa sei mesi, tenuto anch’esso alla catena e senza microchip) e degli altri animali da reddito presenti nell’allevamento.

Fonte La Nazione
A.L.