Istat: salgono a quindici le grandi città in deflazione

image (1)Roma, 12 settembre 2014 – Salgono a quindici le grandi città in deflazione. Registrano, infatti, prezzi in calo su base annua: Potenza, Reggio Emilia e Padova (-0,1%); Roma, Perugia, Bologna e Genova (-0,2%); Bari, Trieste, Firenze e Milano (-0,3%); Livorno (-0,5%); Torino (-0,6%); Verona (-0,7%); e Venezia (-0,8%). E’ quanto emerge dal monitoraggio dell’Istat.

INFLAZIONE – Ad agosto 2014, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente ed è diminuito dello 0,1% nei confronti di agosto 2013 (era +0,1% a luglio). L’Istat conferma la stima preliminare e lo scenario deflazionistico emerso in occasione della prima diffusione dei dati. La dinamica tendenziale dell’indice generale, spiega l’Istat, è principalmente dovuta all’accentuarsi della flessione annua dei prezzi dei beni energetici (con quelli non regolamentati che da +0,4% di luglio passano a -1,2%) e al rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi dei servizi; andamenti solo in parte controbilanciati dal ridimensionamento della flessione dei prezzi degli alimentari non lavorati (-1,8%, da -2,9% di luglio). Al netto dei soli beni energetici, l’inflazione sale allo 0,4% (da +0,3% di luglio), mentre l’ inflazione di fondo, al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, scende allo 0,5% (dallo 0,6% del mese precedente).

DEBITO PUBBLICO – A luglio il debito delle amministrazioni pubbliche italiane resta ai livelli record di 2.168,6 miliardi di euro, 0,2 miliardi in più rispetto al precedente massimo di giugno. E’ quanto risulta dal bollettino “Finanza Pubblica, fabbisogno e debito” della banca d’Italia.

Nei primi sette mesi dell’anno – si legge ancora nel bollettino della Banca d’Italia – il debito pubblico è aumentato di 99,2 miliardi, riflettendo il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (32,7 miliardi) e l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (72,1 miliardi). Nel complesso, l’emissione di titoli sopra la pari, l’apprezzamento dell’euro e gli effetti della rivalutazione dei BTPi hanno contenuto l’incremento del debito per 5,6 miliardi. Sul fabbisogno dei primi sette mesi ha inciso per 4,5 miliardi (8,7 miliardi nel corrispondente periodo del 2013) il sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro. Nel complesso, la quota di competenza italiana del sostegno finanziario ai paesi dell’area era pari alla fine dello scorso luglio a 60,1 miliardi.

Fonte La Nazione
A.L.