Il ministro Orlando: possibili modifiche sulle ferie delle toghe

carceri-amnistia-e-indulto-2014-orlando_45875Nel decreto legge il riposo scende da 45 a 30 giorni. Il Guardasigilli apre all’emendamento dopo la polemica con le toghe

«Ho dato anche una disponibilità a riconoscere una specificità che riguarda la magistratura e da questo confronto potrà venire fuori qualcosa che si può anche tradurre in un emendamento». Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha risposto a una domanda sull’ipotesi di possibili modifiche della riforma della giustizia circa le ferie dei magistrati, norma contenuta nel decreto legge sullo smaltimento dell’arretrato civile firmato venerdì dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel decreto legge il riposo scende da 45 a 30 giorni ma dopo le polemiche con le toghe il Guardasigilli apre all’ipotesi di emendamento quando il testo arriverà in Aula per la conversione in legge.

«Uno sforzo in un momento difficile»

«Ho detto all’Anm – ha detto il Guardasigilli, parlando in serata a Firenze del confronto con l’Associazione Nazionale Magistrati – che noi chiediamo alle toghe uno sforzo di comprensione dell’esigenza di compiere tutti un sacrificio in questo momento». Nei giorni scorsi, il ministro Orlando aveva detto che «l’arretrato civile si riduce con tanti interventi contemporaneamente, ma anche il taglio delle ferie può contribuire: in un momento in cui si chiede un salto a tutta la pubblica amministrazione, la magistratura, che ha una sua peculiarità, credo possa dare una disponibilità, ripristinando il confronto». E proprio venerdì Orlando aveva aggiunto che il cuore della riforma «non è la questione relativa alle ferie dei magistrati, che non risolverà da sola il problema della Giustizia. È una richiesta che però non deve essere presa come una sorta di aggressione o lesa maestà. Rifiuto l’idea per cui questo singolo provvedimento sia quello risolutivo. È una discussione che va affrontata in modo più laico».

La riduzione delle ferie

Nei giorni scorsi la polemica era montata dopo che l’Associazione nazionale magistrati aveva bocciato il progetto di riforma della giustizia presentato lo scorso 29 agosto a Palazzo Chigi da Matteo Renzi e dal ministro Orlando. Nel testo del decreto legge, firmato venerdì da Napolitano, le ferie dei magistrati vengono ridotte da 45 a 30 giorni. Dimezzati anche i termini di sospensione feriale durante i quali tribunali e procure lavorano a regime ridotto, assicurando le urgenze e sospendendo l’attività ordinaria: il periodo passa dall’attuale 1 agosto-15 settembre al 3-31 agosto. Attraverso una disposizione transitoria, le misure scattano dal 2015. Nel sito del Governo «Passo dopo passo», un’infografica dal titolo «Meno Ferie ai magistrati: giustizia più veloce» spiega che i tribunali saranno chiusi dal 6 al 31 agosto, anziché dal primo agosto al 15 settembre. In grande evidenza il numero delle cause pendenti (5,2 milioni) e il tempo medio per una sentenza civile di primo grado (945 giorni). A giustificazione dell’intervento «taglia-ferie», sul sito del Governo si evidenziano i tempi più rapidi della giustizia civile in due Paesi europei: in Francia per arrivare a una sentenza di primo grado occorrono mediamente 350 giorni; in Germania basta ancora meno, 300 giorni, meno di un terzo del tempo impiegato invece in Italia. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto legge venerdì. Il testo, l’unico decreto nel pacchetto sulla riforma della giustizia, comprende (oltre alle ferie dei magistrati) anche le misure su arbitrato e negoziazione assistita da avvocati. Con la firma del Capo dello Stato, il decreto si avvia quindi alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (l’atto – a quanto si apprende – potrebbe essere pubblicato anche oggi) e da quel momento avrà forza di legge. Contestualmente il provvedimento sarà avviato al Parlamento e dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni, pena la decadenza. L’esame dovrebbe cominciare dalla Camera.

Fonte: Corriere.it