L’Italia: un cane che si morde la coda

cane codaPer risanare il bene comune si  continua a colpire il bene comune. Le forze dell’ordine protestano, anche Bologna esprime il suo dissenso.

13 Sett. – Crisi e debito pubblico, i governi si affannano nel tentativo di riportare la Nazione a delle condizioni dignitose. Come? Ancora una volta martellando il settore pubblico. Sembra proprio che non vi sia altra soluzione: i dipendenti pubblici sono ormai l’unico tesoro da spolpare. Viviamo nel paese dei tagli agli stipendi di chi a stento arriva alla fine del mese. Un paese povero sembrerebbe, peccato che la classe politica vive nella bambagia e di toccare il proprio portafoglio non ha alcuna intenzione, meglio attingere risorse dalle tasche della povera gente e spacciare il tutto come necessario per la ripresa economica, d’altra parte si sa il sazio non crede mai al digiuno.

Rabbia e indignazione sono i sentimenti che da un po’ di anni vanno per la maggiore e questa volta riguardano anche le forze dell’ordine, che scendono in campo per protestare contro la negazione delle risorse necessarie per il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro e il ripristino di livelli salariali adeguati. I poliziotti di Bologna si uniscono alla protesta intrapresa da Siulp, Siap, Silp Cgil, UglPdS, Coisp, Consap, UilPolizia, Anip per rivendicare lo sblocco del tetto salariale in modo strutturale (non un rinnovo contrattuale), istanza legata  alla specificità del Comparto Sicurezza-Difesa.

I sindacati di polizia del capoluogo emiliano non concederanno più deroghe di orario per l’ordine pubblico, né rinnovi delle deroghe agli orari non contrattualizzati. La protesta riguarderà tra l’altro i controlli in piazza Verdi, in stazione e allo stadio. “Sappiamo che si tratta di una decisione grave- scrivono i sindacati- ma è assolutamente necessaria. E’ sotto gli occhi di tutti come le condizioni lavorative ed economiche dei Poliziotti stiano raggiungendo livelli sempre più insostenibili. Alle problematiche rimaste irrisolte da tempo si sono aggiunte, negli ultimi tempi, nuove e delicate questioni che minano e mortificano in maniera oltremodo pesante l’attività lavorativa del personale. Sono anni, infatti, che denunciamo il profondo stato di malessere dovuto al prolungamento di un blocco stipendiale che dura ormai da anni. A ciò si aggiunge la consapevolezza di lavorare in contesti operativi sempre più difficili, con mezzi obsoleti e insicuri, in strutture fatiscenti che minano persino la dignità degli operatori, con un età media sempre più elevata che mette a rischio i livelli di efficienza dei servizi di sicurezza e di mantenimento dell’ordine pubblico, tenuto conto che la nostra “mission” è rivolta ai cittadini ed è destinata alla tutela delle istituzioni democratiche”.

Compito delle forze dell’ordine è servire il Paese, inteso come insieme di cittadini, di persone che hanno precisi diritti, tra cui la sicurezza. Per far uscire dal baratro l’Italia le istituzioni continuano a infierire su scuola, cultura, sanità, trasporti e servizi pubblici con risultati non sono certo entusiasmanti. Per risanare le tanto discusse finanze nostrane “forse” si potrebbe rendere le forze dell’ordine in grado di affrontare mafie, evasione fiscale, corruzione e criminalità. Sconfiggendo queste piaghe le casse dello Stato sarebbero ben rimpinguate. Purtroppo non ci stiamo muovendo in questa direzione e l’Italia è destinata a restare il paese dell’illegalità.

Fonte: Il Titolo – Giuliana di Gioia

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