Rimborsi Pd, 5 milioni nel mirino della Guardia di Finanza

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13 Sett. – Erano due milioni di euro. Adesso sono addirittura triplicati. Tutti i soldi gestiti dal Partito democratico alla Regione Lazio nella legislatura terminata nel 2013 sono sotto la lente d’ingrandimento della magistratura e della Guardia di Finanza di Rieti. Denaro pubblico che, secondo chi indaga, sarebbe stato gestito in maniera illecita: non per finalità, ad esempio elettorali, ma per interessi privati. E quanti sono? Oltre cinque milioni di euro. E come sono stati spesi? Secondo le Fiamme Gialle molti per regali, cene e pranzi privati e consulenze legali. Tutte cifre che sono contenute nelle migliaia e migliaia di fatture che si trovano sulla scrivania degli investigatori che hanno acquisito e sequestrato negli ultimi mesi e inserite nelle informative. Come il bilancio del Pd nel periodo in cui era capogruppo alla Pisana l’attuale sindaco di Fiumicino Esterino Montino, indagato insieme a tutti gli ex consiglieri di centrosinistra e ad altri impreditori che hanno ricevuto le presunte fatture falsificate: i reati contestati nell’inchiesta, a seconda delle posizioni processuali, sono infatti falso, finanziamenti illeciti e peculato.

Ma a cosa si riferiscono le fatture «incriminate»? Ecco qualche cifra che sta esaminando la Finanza: ad aprile del 2011 il Gruppo regionale del Pd ha speso 2.400 euro per due eventi in due ristoranti che distavano pochi metri l’uno dall’altro a Fara Sabina. Dopo un paio di mesi, per organizzare un convegno, spesi 1.200 euro per bevande. Non solo. Per un «book» fotografico a metà 2011 il Pd ha speso 4.300 euro, pagati a un’agenzia fotografica. ma poi arrivano le festività natalizie, durante le quali i costi per il Gruppo del Pd aumentano. A dicembre 2011 emesse fatture per quasi seimila euro in favore di un agriturismo per pranzi e cene. Poi ci sono incontri che non sono stati pubblicizzati dal Partito ma che lo stesso ha pagato a pochi giorni dalla Vigilia di Natale, pari a cinquemila euro solo per fare gli auguri. Poi ristoranti dove sono state organizzate cene e pranzi con molta frequenza per «dibattiti». E il posto non cambiava. Sempre nel mese di dicembre, spesi da 4.500 euro in una enoteca. Per quanto riguarda i convegni organizzati dal Pd nella Sabina, spuntano spese di migliaia di euro sempre nelle stesse enoteche e negli stessi catering. Poi ci sarebbero stati eventi annunciati in un luogo e invece organizzati in un altro e le fatture facevano riferimento invece al locale che non ha ricevuto ospiti. E per questo sotto indagini delle Fiamme Gialle oltre a molti politici, anche ristoratori e titolari di agriturismo ed enoteche che hanno incassato il denaro gestito dal Partito democratico.

Augusto Parboni – Il Tempo

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