Stella dell’Nfl arrestata per aver picchiato il figlio

adrian-ksyD-U43030781696505Y3D-593x443@Corriere-Web-SezioniAdrian Peterson, running back dei Minnesota Vikings, ha colpito duramente il bambino di 4 anni: è accusato di lesioni colpose

USA, 13 settembre 2014 – Un’altra pagina nera per la Nfl, la lega professionistica statunitense di football. Adrian Peterson, una delle stelle della National Football League, è accusato di aver picchiato il figlio di 4 anni con un ramo d’albero. Il running back dei Minnesota Vikings, colpito da un mandato d’arresto, si consegnerà spontaneamente alla polizia della contea di Montgomery, in Texas, come ha dichiarato il legale Rusty Hardin.
Ramo
Secondo l’emittente Sports Radio 610, Peterson avrebbe utilizzato un ramo per «sculacciare» il figlio di 4 anni. Per tale comportamento, deve rispondere del reato di lesioni colpose. Il giocatore, come ha affermato Hardin in una nota, ha già fornito la propria collaborazione all’indagine. «L’accusa fa seguito alla piena cooperazione garantita da Adrian alle autorità che si stanno occupando della vicenda. Adrian è un padre affettuoso che, da genitore, ha usato il suo giudizio per punire suo figlio. Ha usato con il suo bambino la stessa punizione che lui ha conosciuto crescendo nel Texas orientale. Adrian non ha mai negato l’accaduto», ha spiegato l’avvocato. «Adrian -ha proseguito il legale- risponderà alle accuse con lo stesso rispetto e la stessa responsabilità dimostrati nei confronti dell’indagine sin dall’inizio. E’ importante ricordare che non ha mai voluto provocare danni a suo figlio ed è profondamente addolorato per le lesioni» causate «in maniera non intenzionale». In attesa che l’inchiesta proceda, Minnesota ha deciso di fermare il giocatore, che domani non sarà in campo nella sfida casalinga contro i New England Patriots.
Caso scottante
La franchigia «sta raccogliendo informazioni relative alla questione legale che coinvolge Adrian Peterson. In questo momento – ha fatto sapere il team – tutte le domande vanno rivolte all’avvocato Hardin». Appena un anno fa, piangeva la morte di un secondo figlio di 2 anni. Il bimbo era deceduto dopo essere stato percosso dall’allora compagno della madre. «Potrò sempre contare sul football nei momenti difficili», diceva Peterson, costretto ad affrontare l’ennesima tragedia di una vita costellata da eventi drammatici. A 7 anni, ha assistito alla morte del fratello maggiore, che in bicicletta è stato travolto e ucciso da un automobilista ubriaco. Prima di cominciare la carriera professionistica con i Vikings, ha dovuto assorbire la notizia del decesso di un fratellastro. In campo ha sempre dato spettacolo, recuperando la forma migliore anche dopo un grave infortunio al ginocchio. Ora, però, tutte le imprese sportive rischiano di essere macchiate. La National Football League inoltre si ritrova a gestire l’ennesima vicenda scabrosa in un periodo da incubo. Il commissioner Roger Goodell ha appena sospeso a tempo indeterminato Ray Rice, running back dei Baltimore Ravens, reo di aver colpito la propria fidanzata a febbraio nell’ascensore di un hotel di Atlantic City. Rice, appena tagliato dalla sua squadra, inizialmente era stato sospeso per sole 2 partite. La recente diffusione delle immagini registrate all’interno dell’ascensore ha mostrato l’episodio in tutta la sua violenza e ha acceso nuovamente i riflettori sulla vicenda. La Lega, criticata per l’iniziale approccio soft, ha inasprito la sanzione tra polemiche roventi. Ora, dopo pochi giorni, si trova a dover affrontare un nuovo caso.

Fonte Corriere della Sera
A.L.