Flash mob contro progetto TAP

10609701_702099456536617_8106157186979542131_nLe battaglie sono fatte anche di simboli, non solo documentazione tecnica, non solo ricorsi, non solo delibere da parte di entità politiche. Anche i sit-in, flash mob, le manifestazioni, le raccolte firme, i banchetti informativi fanno parte della battaglia.

L’appuntamento era per le 10 sul lungomare di San Foca, ma diversi attivisti sono arrivati in anticipo.

La gente si avvicinava agli organizzatori, incuriosita, faceva domande sul TAP, in particolare sulle ultime vicende. Chiedevano se qualcuno sapesse com’era andato l’incontro tra i 40 sindaci e Renzi a Bari, tenutosi a Bari.

Un momento del flash mob contro la realizzazione del gasdotto Tap tenutosi stamani sul lungomare di Melendugno (Lecce)

Anche gli ausiliari del traffico volevano saperne di più. Rabbia e indignazione sono palpabili in quasi tutti i presenti, non solo per quanto riguarda TAP, ma anche per il metodo decisionista, centralizzato, adottato da Renzi e dai governi precedenti, refrattari alla voce, alle esigenze delle popolazioni e alle ripercussioni negative delle grandi opere.

Ieri a Melendugno si è tenuto un incontro tra movimento No Tap e rappresentati dei movimenti di opposizione ad altre grandi opere. Dal confronto, quello che emerge in questo tipo di progetti, è sempre lo stesso copione in ogni braccio di ferro sembra sempre uguale: cordate di imprenditori e governanti difendono l’opera e la considerano strategica, necessaria per lo sviluppo, compatibile con l’ambiente e non pericolosa, capace di creare importanti ricadute a livello economico e occupazionale; per contro gli attivisti denunciano la pericolosità dell’opera caratterizzata da gravi impatti ambientali e paesaggistici, pericoli per la salute, ricadute economiche negative che graveranno sui cittadini e inutile.

10407760_702098846536678_8290620825469235890_n

Un esempio concreto è il rigassificatore di Livorno, per il quale sono stati utilizzate le stesse argomentazioni riguardanti TAP. Nonostante le opposizioni l’opera è stata realizzata e dal 2013 è pronta per essere utilizzata. Tuttavia non è mai entrata in funzione. Lo Stato dovrà erogare un indennizzo di 900 milioni di euro a favore di OLT per il mancato utilizzo degli impianti, che il fisco andrà a prelevare dai cittadini grazie all’aumento delle tariffe del gas. Ai livornesi è rimasta un’opera mostruosa considerata inutile e di fatto inutilizzata.

huap san foca cordone umanoGli oppositori di queste grandi opere era anche loro presenti stamani a San Foca. Hanno dato vita ad una rete. Luoghi diversi, opere diverse, battaglie comuni. Lo Stato è in continua lotta con le popolazioni locali, le opere vengono imposte contro la loro volontà, dando luogo a conflitti che arrivano a durare decenni. C’è qualcosa che non funziona in tutto questo.

10559899_702098536536709_6977783534676343816_n

Alla manifestazione si sono uniti anche dei villeggianti e cittadini che si sono trovati lì per caso. In tutto erano qualche centinaia e hanno dato vita ad una coreografia e ad un cordone umano lungo qualche centinaia di metri proprio nell’area dove un mese fa si è tenuto l’evento “artisti contro TAP”.

Intanto il breve incontro tra Renzi e i 40 sindaci salentini ha visto un premier che non vuole sentirne, ma che apre solo alla possibilità di un approdo diverso, che però dovrà essere individuato dagli stessi sindaci: “Non si può fermare un’opera proveniente dall’Azerbaijan”, avrebbe dichiarato. “La TAP si deve fare”.

Tagpress

LCSO