Ottantenne uccisa in casa a bastonate. I nipoti: “Abbiamo visto un uomo fuggire”

Dopo inseguimento, tre arrestati con 13 kg drogaNovara, 14 Sett. – E’ caccia all’assassino, o agli assassini, che ieri pomeriggio hanno ucciso Maria Rosa Milani, 81 anni, nella sua cascina di Loreto di Oleggio, nelle campagne della provincia di Novara. I carabinieri, tra le altre piste, stanno dando la caccia a un uomo: i due nipoti dell’anziana, che si stavano recando a farle visita come ogni sabato e che subito dopo l’hanno trovata ormai priva di vita in una pozza di sangue, hanno raccontato di avere visto uno sconosciuto che, mentre loro arrivavano alla cascina, si stava allontanando.
La donna, vedova da pochi mesi, è stata colpita più volte con un bastone, o una spranga. I soccorsi sono stati immediati, ma al loro arrivo era già morta. La casa è stata messa a soqquadro, particolare che fa pensare gli investigatori dell’Arma ad una rapina finita male, anche se al momento non è stato ancora possibile stabilire se manchi qualcosa. E’ probabile che l’anziana abbia sorpreso il suo assassino, o gli assassini, nell’abitazione e sia stata aggredita.
Questa mattina, intanto, i Ris di Parma hanno passato al setaccio cascina Calossa, il luogo del delitto, alla ricerca di tracce utili a far luce sul delitto.  L’allarme è scattato alle 17 di sabato: a trovare Maria Rosa Milani, riversa sul pavimento della lavanderia in una pozza di sangue, sono stati i due nipoti che sono poi stati sentiti a lungo dai carabinieri, coordinati dal comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Giovanni Spirito, e dal sostituto procuratore di Novara, Giovanni Caspani. Nella notte i militari hanno passato al setaccio la grande cascina alla ricerca di qualche indizio, mentre parenti e conoscenti si chiedono chi e perché possa aver usato una tale violenza contro una ultraottantenne inerme che avrebbe potuto essere facilmente immobilizzata. A meno che l’aggressore non temesse di essere stato riconosciuto.
Per Loreto di Oleggio, una manciata di case in provincia di Novara, si tratta del secondo fatto di sangue nel giro di pochi mesi. Lo scorso dicembre un uomo ha impugnato la pistola di ordinanza della moglie, guardia giurata all’aeroporto di Malpensa, e l’ha uccisa. Poi ha rivolto l’arma contro sè e si è suicidato. La gelosia dell’uomo nei confronti della donna, o problemi di lavoro le cause dell’omicidio-suicidio.

Fonte: Repubblica Torino