Sicurezza, sindacati Polizia: “Alfano dice tutto e niente, protesta continua”

divisa polizia volantiROMA, 14 Sett. –  – Non sono bastate le parole del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ieri aveva detto che il problema del blocco degli stipendi sarà risolto per tranquillizzare i sindacati autonomi di polizia, che annunciano che la protesta non si ferma. “Il ministro Alfano ha annunciato che il blocco degli stipendi sarà risolto, ma le sue parole dicono tutto e niente. Anzi, considerate le mancate promesse del recente passato, a cominciare dalle analoghe dichiarazioni fatte queste estate assieme alla sua collega Pinotti, noi restiamo guardinghi e soprattutto mobilitati”, affermano i rappresentanti di Sap, Sappe, Sapaf e Conago che confermano il presidio permanente a Piazza Montecitorio e l’astensione dal lavoro per tre ore il 23 settembre.

I sindacati autonomi di polizia di Stato, polizia penitenziaria, corpo forestale e vigili del fuoco, riuniti nella Consulta Sicurezza, continueranno dunque la mobilitazione, anche con il camper che sta girando l’Italia per raccogliere firme e riformare l’apparato della sicurezza e del soccorso pubblico. E dopo l’astensione dal lavoro del 23 settembre, il giorno dopo saranno in piazza SS. Apostoli a Roma “per manifestare assieme ai tantissimi operatori che hanno organizzato una protesta tramite la Rete”.

Incontro con Renzi. Per i rappresentanti sindacali è urgente un faccia a faccia con il presidente del Consiglio: “Aspettiamo con urgenza e senza ulteriori indugi la convocazione del premier Renzi – affermano in una nota congiunta – al quale non dobbiamo chiedere scusa e che invitiamo a fare gli opportuni distinguo tra sindacati, perché la Consulta Sicurezza, che rappresenta circa il 43% del personale sindacalizzato, non ha mai annunciato azioni di protesta illegali e incostituzionali, ma solo forme di mobilitazione forti, eclatanti e legittime, seppur a oltranza”.

Niente compromessi. “La Consulta Sicurezza – spiegano i segretari generali Gianni Tonelli, Donato Capece, Marco Moroni e Antonio Brizzi – è mobilitata da mesi, non da dieci giorni come altri e non si fida di vane parole e promesse, troppe volte i poliziotti e vigili del fuoco sono stati traditi. Anche perché il ministro Alfano, dopo aver detto che il problema dello sblocco stipendiale sarà risolto, ha precisato che ora occorre individuare lo strumento tecnico e il veicolo di legge più veloce per risolverlo. Che cosa vuol dire? I soldi necessari, circa un miliardo di euro, sono stati trovati per tutto il personale oppure si pensa di risolvere il problema solo per alcuni operatori e rinviare per altri tutto alle calende greche? Contrariamente ad altre organizzazioni, prontissime a firmare qualsiasi intesa, noi non accetteremo compromessi e sblocchi parziali”.

Riforme urgenti.
La Consulta Sicurezza, però, non vuole che lo sblocco delle retribuzioni pesi sulle tasche dei cittadini, ma chiede che “sia accompagnato da concomitanti riforme delle sette forze di polizia e dei vigili del fuoco, per razionalizzare e meglio coordinare i servizi di sicurezza pubblica ed eliminare le duplicazioni e gli sprechi oggi esistenti. Una riforma che consentirebbe risparmi 4 volte superiori ai soldi necessari allo sblocco delle retribuzioni, reimpiegabili in potenziamento della sicurezza e detassazione delle famiglie”, concludono.

Ministri al lavoro. Il problema dei salari è stato al centro, oggi, di una lunga telefonata tra Alfano e il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. I due ministri, a quanto si è appreso, hanno convenuto sulla necessità di procedere in tempi brevissimi, e con lo strumento normativo più adeguato, per andare incontro alle richieste delle donne e degli uomini in divisa, confidando che da qui in avanti il percorso sia accompagnato da toni costruttivi da parte delle loro rappresentanze. I due ministri stanno definendo la proposta, sotto il profilo tecnico, per presentarla nei prossimi giorni alla Presidenza del Consiglio.

Fonte: Repubblica.it