Nozze gay, scontro prefetto-sindaco

alg-owens-barham-just-married-jpg-612x300Bologna, 15 settembre 2014 – Le nozze gay contratte all’estero “non si possono registrare, me lo conferma una lettera del prefetto Ennio Mario Sodano, arrivata in Comune venerdì sera e protocollata questa mattina”. Una lettera in cui si dice che “questa pratica è nulla, in assenza di una legge nazionale sul tema”. Ad annunciarlo, proprio nel giorno in cui a Palazzo D’Accursio si dà il via alle trascrizioni, con coppie già a Palazzo in mattinata (riunite nel Cortile municipale), è la consigliera comunale Ncd a Bologna, Valentina Castaldini, presidente della commissione Affari istituzionali.

Il 24 luglio scorso, la consigliera aveva inoltrato un esposto allo stesso Sodano e al ministro degli Interni, Angelino Alfano, contro la decisione del sindaco, Virginio Merola, che scelto di avviare la pratica della registrazione delle nozze omosessuali contratte all’estero sotto del Due Torri. E ora “c’è una lettera formale del Prefetto che dà ragione alla mia tesi- chiarisce Castaldini – ed è molto grave che il sindaco illuda le persone in questo modo, permettendo loro di registrare un atto, quando sa già che non si può fare”. Ancora ieri, da Palazzo D’Accursio si ricordava che da oggi le persone residenti a Bologna dello stesso sesso sposatesi all’estero potranno chiedere la trascrizione degli atti relativi al loro matrimonio nell’archivio di stato civile del Comune di Bologna, e questo grazie appunto ad una direttiva del 30 giugno scorso firmata dal sindaco.

L’istanza di registrazione delle nozze gay all’estero va presentata dagli sposi al Protocollo Generale di piazza Maggiore 6 e consiste nella compilazione di un modulo in bollo da 16 euro, indirizzato al sindaco, accompagnato da copia di un documento di identita’ dei firmatari. Va consegnato anche l’atto in originale o in copia conforme, legalizzato dal Consolato o dall’Ambasciata italiana estere. Nell’avviare questa procedura, per Castaldini, Merola “ha abusato del suo potere”. Quanto al fatto che in alcuni Comuni d’Italia, tra cui Fano, la registrazione sia gia’ avviata, “so già che nei prossimi giorni uscirà una circolare del ministro Alfano che chiarirà tutto”. Di certo, conclude l’esponente Ncd, “è assurdo che su temi così delicati non si sia potuto dialogare, costringendomi a fare un esposto”. Una “dimostrazione del modo di lavorare del sindaco, che preferisce accontentare degli amici, pitttosto che garantire il rispetto delle leggi”.

Intanto, questa mattina, tra i primi a presentarsi in Comune nel primo giorno utile per l’atto di registrazione dei matrimoni gay contratti all’estero sono stati, come annunciato, il senatore del Pd Sergio Lo Giudice insieme al marito Michele Giarratano. “Questo atto non ha effetti giuridici – ha detto Lo Giudice che era insieme al figlioletto avuto negli Stati Uniti da una madre surrogata -. Non c’è un riconoscimento degli effetti civili. Ha l’effetto di evidenziazione pubblica di un atto, è un ulteriore tassello verso il riconoscimento pieno dei diritti”.

Secondo Lo Giudice “la famiglia è una costruzione sociale che cambia, è infatti sottoposta a mutamenti culturali e sociali a cui prima o poi le istituzioni giuridiche dovranno uniformarsi”. In mattinata sono state tre le coppie che hanno portato i documenti del matrimonio contratto all’estero in Comune a Bologna. “La città è inclusiva, accoglie e riconosce la pluralità delle forme familiari, E’ un gesto importante nei confronti del Parlamento – ha aggiunto il senatore – affinché faccia presto a coprire il gap con il resto d’Europa. Ed è un apripista nei confronti di tanti altri Comuni italiani che mi auguro vorranno seguire questo esempio”.

Immediata la reazione di Forza Italia in Comune. Il sindaco faccia un passo indietro sulla registrazione delle nozze gay all’estero, altrimenti “faremo un esposto alla Corte dei conti, stante che istituire un registro ha un costo amministrativo che, seppur contenuto, non è legittimo”. Il consigliere comunale di Fi, Marco Lisei dalla sua pagina Facebook se la prende col primo cittadino, che ha ignorato l”ordine’ del Prefetto, Ennio Mario Sodano, il quale in una lettera gli ha chiesto di sospendere la procedura. Per Lisei, il comportamento di Merola è “inaccettabile”, perché “se ne frega” e “infrange la legge”. Un sindaco, affonda il consigliere, “non può compiere un atto illegittimo”, perseverando nel voler registrare le nozze gay, dopo che il Prefetto gli ha spiegato “che è un atto illegittimo e nullo perché contro la legge nazionale”.

Fonte il Resto del Carlino
A.L.