Gasdotto Tap a rischio incidenti rilevanti? Vigili del fuoco chiedono integrazione documentale

tapProgetto carente dell’analisi sulla sicurezza antincendio. La VIA è chiusa ma i Vigili del fuoco sospendono il procedimento sulla fattibilità imponendo a TAP 14 prescrizioni

Da Tap hanno sempre dichiarato che il gasdotto sarebbe stato sicuro, senza alcun impatto ambientale e visivo che non avrebbe compromesso la pesca e la balneazione, ma, anzi, che avrebbe portato turismo e benefici per il territorio.

Ma ben vedere le cose non sembrano stare proprio così. Nei giorni scorsi il quotidiano di Confindustria ilsole24ore, aveva anticipato la decisione positiva della commissione nazionale di VIA, sebbene non ci fosse ancora l’ufficialità. La notizia è stata poi confermata dal Premier Matteo Renzi in occasione della presentazione del decreto sblocca-Italia.

Al momento, dal sito del Ministero, la decisione della commissione non è stata ancora pubblicata, ma compare un messaggio in cui si informa che la valutazione di impatto ambientale è positiva, mentre il provvedimento è ancora in fase di stesura.

Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, come ha nuovamente anticipato quest’oggi ilsole24ore, in queste ore dovrebbe acquisire il parere della commissione e formalizzarlo con decreto. Si dovrebbe quindi aprire il procedimento per l’acquisizione della Autorizzazione Unica, che il Ministero dello Sviluppo Economico emetterà d’intesa con la Regione Puglia che avrà, quindi, un ruolo molto importante in questa sede.

Ma sebbene il procedimento di VIA sia chiuso, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Lecce ha sospeso il procedimento per il rilascio del nulla-osta sulla fattibilità, in quanto ritiene la documentazione presentata da Tap carente sotto il profilo dell’analisi della sicurezza.

A questo punto occorre tornare un po’ indietro. La Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco (il 22 febbraio 2014) e la Regione Puglia (il 15 gennaio 2014) avevano ritenuto l’opera Tap assoggettabile alla normativa sui rischi di incidenti rilevanti (decreto legislativo 334/99), ma i Ministeri dell’Ambiente e dell’Interno avevano espresso parere contrario.

Cosa prevede questa normativa?
La normativa impone al “gestore” dell’opera di prendere tutte le misure idonee a prevenire gli incidenti rilevanti e a limitarne le conseguenze per l’uomo e per l’ambiente, per la sicurezza e l’igiene del lavoro. Inoltre è soggetto ad una serie di adempimenti, tra cui l’individuazione all’individuazione dei “rischi di incidenti rilevanti”, l’adozione delle appropriate misure di sicurezza, informazione, formazione, e addestramento ed equipaggiamento dei lavoratori.

Torniamo al documento dei Vigili del fuoco di Lecce. Il Comando ha richiesto espressamente a Tap, ai fini del rilascio del nulla-osta, un’integrazione documentale su 14 punti, da consegnare entro 45 giorni.

In particolare si chiede un’analisi di sicurezza che individui meglio i pericoli presenti nel terminale di ricezione e nel metanodotto, una stima dei rischi connessi ad eventi incidentali con un calcolo delle probabilità, gli effetti sull’ambiente circostante in funzione della distanza dell’installazione, dell’irraggiamento di incendi, di sovrappressione da esplosione e di diffusione di sostanze infiammabili o tossiche, sulle distanze dal passaggio del metanodotto per i divieti di pesca, ancoraggio, navigazione, o la vicinanza di stabilimenti balneari. Altre prescrizioni riguardano la segnaletica del tracciato e valori di pressione per il collaudo.

Da tutto ciò emergerebbe che l’area circostante all’opera, dal punto di approdo fino al punto di ricezione dovrebbero essere chiuse al pubblico. La spiaggia non sarebbe più fruibile; la pesca interdetta in un’area ancora da determinare; il bosco di San Basilio potrebbe essere totalmente o parzialmente raso al suolo, sia per prevenire gli incendi, sia per facilitare in caso di incendio le operazioni dei Vigili del fuoco. Un altro problema è legato a circa 150 abitazioni che sorgerebbero a meno di 200 metri dall’impianto e che quindi non sarebbero entro i limiti di sicurezza.

«Non si potrà più pescare, i lidi vanno chiusi e anche la zona del “microtunnel” va asservita con delle fasce di sicurezza. Il documento dei Vigili del Fuoco (ministero dell’interno) svela tutte le inesattezze dette da TAP in 4 anni a Melendugno, il PRT, il “microtunnel”, il tubo interrato sono pericolosi e vanno gestiti come prevede la normativa!», hanno dichiarato dal Comitato No Tap.

«TAP – continuano – deve chiedere alla capitaneria di interdire alla pesca la zona dell’approdo. La pineta, il cordone dunale, la spiaggia va asservita con un fascia di sicurezza. I lidi vanno chiusi. Tutto questo a procedura di via chiusa??? Ma la procedura è chiusa? Il comitato più volte nell’iter del progetto ha chiesto chiarimenti tramite le osservazioni. Ora una cosa è chiara, se il TAP verrà costruito, la spiaggia di San Basilio, la pineta, e il tratto di mare saranno interdette e utilizzate come fascia di sicurezza».

«Ma delle 150 famiglie che abitano vicino l’opera – si chiedono infine – che cosa ne sarà?
Questo ancora non è chiaro».

Marcello Greco – TagPress.it