“Video osceno”, carabinieri al Museo Macro

macroPer la prima del film “Vinodentro”, proiettata un’opera scandalo sul palazzo davanti al museo. E’ “Happy Moms” del videoartista Puppi: immagini di sessi femminili ripresi a distanza ravvicinata

17 Sett. – Era la sera dell’11 settembre e sulla terrazza del Macro, il museo dell’arte contemporanea di Roma, in via Reggio Emilia, una festa con trecento invitati brindava alla prima nazionale del film “Vinodentro” del regista Ferdinando Vicentini Orgnani, un noir con venature di commedia e fantasy con Sermonti e la Mezzogiorno. Ma gli occhi di tutti erano puntati sulle immagini in versione gigante di “Happy moms”, una video installazione dell’artista Daniele Puppi, proiettata sul palazzo davanti alla terrazza. Ma dopo che le fotografie di sessi femminili ripresi a distanza ravvicinata hanno cominciato a roteare sulla parete dell’edificio, alla festa hanno bussato i carabinieri, chiamati probabilmente da un condomino del palazzo trasformato in schermo di un video hard. E i militari, dopo la telefonata dell’abitante scandalizzato al 112 in cui parlava di una proiezione “oscena e pornografica”, sono arrivati quando la proiezione era già finita e hanno compilato un verbale sull’accaduto, prendendo le generalità dell’artista e del gestore del ristorante.

Ma come era nata l’idea di proiettare in quel modo la grande installazione video realizzata per il museo Maxxi di Roma nel 2013? Era stato proprio il regista a volerla, anche perché nel film “Vinodentro” sono citati artisti come Accardi, Kounellis, Ontani, Pistoletto e lo stesso Daniele Puppi.
“È una chiara indicazione dell’atteggiamento comune nei confronti di forme d’arte non omologate” afferma Vicentini Orgnani “che, senza nemmeno il beneficio del dubbio, vengono considerate disturbanti. L’effetto era spettacolare, un’opera molto originale e di grande valore, già proposta da un grande museo come il Maxxi di via Guido Reni”.
Protesta anche l’artista Daniele Puppi: “Parlano di pornografia e oscenità quando la mia opera è l’esatto contrario, una sublimazione. I carabinieri sono stati comunque gentili, facevano il loro lavoro. Ma in fondo va bene così. Mi dispiace per la censura, ma il mio lavoro ha anche lo scopo di creare una dinamica e in questo caso ha colpito nel segno”.

“Noi  –  spiega la direttrice del Macro, Alberta Campitelli  –  abbiamo avvertito i condomini della proiezione, ma non ne conoscevamo esattamente i contenuti, altrimenti avremmo aggiunto anche questa informazione. In ogni caso, non è stato spento nessun proiettore perché la video installazione di Puppi era stata già proiettata e al museo non è stato contestato assolutamente nulla”.

Fonte: Repubblica Roma – Paolo Boccacci

lc