Altri 70 profughi in arrivo, la Polizia scende in piazza

polizia-3Il Sap denuncia: «Questura trasformata in un centro per clandestini». Ieri il fotosegnalamento dei 48 eritrei: «Scalzi e affamati, vestiti dagli agenti»

19 Sett. – Altri 70 profughi in arrivo a Padova nelle prossime 48 ore. Il ministero dell’Interno ordina, la Prefettura dispone e la Questura deve eseguire. In mezzo ci sono i poliziotti che senza strumenti né attrezzature devono trasportare e fotosegnalare i migranti sperando di non contrarre qualche virus. Ieri mattina ne sono arrivati a Padova altri 48, quasi tutti eritrei: «Non avevano nemmeno i vestiti. Gli agenti hanno dovuto raschiare dai fondi di magazzino per dare loro un paio di scarpe. Il governo ce li ha mandati qua mezzi nudi, infreddoliti, affamati e assetati». È il quadro tracciato dai rappresentanti delle sigle sindacali, in stato di massima agitazione per quello che sta succedendo in questi giorni all’interno della Questura. «La stanno trasformando in un centro per immigrati», ribadiscono ancora una volta i sindacati di polizia.

La polizia scende in piazza. «Martedì prossimo saremo in piazza dei Frutti dalle 15 con un camper per manifestare contro i tagli e questa assurda situazione» annuncia Mirko Pesavento, responsabile del Sap. «Il paradosso è che decine di militari dell’Esercito impegnati a Padova per il servizio Strade Sicure non possono neppure svolgere questa semplice vigilanza. Così per sorvegliare i profughi in arrivo si distolgono dalla strada i poliziotti». Con questa emergenza sta venendo a galla tutta l’inadeguatezza della “macchina” predisposta a livello centrale. «I poliziotti ieri mattina hanno fornito ai migranti maglioncini, scarpe, camicie e calzini. Tutti indumenti dismessi, fondi di magazzino. Non si capisce come nei luoghi dove questi sbarcano non intervengano le autorità competenti per controllare l’aspetto igienico sanitario e il vestiario. I poliziotti devono sopperire anche a queste mancanze con tutti i tagli che già subisce la categoria». Loris Frison, responsabile del Coisp pone l’accento anche su altri aspetti: «Una volta in Questura che bagni devono usare queste persone? Quelli dei colleghi? O quelli per il pubblico? Non si può gestire una simile emergenza in questo modo. Dobbiamo provvedere a dare loro da mangiare, da fumare e ora anche gli indumenti. Non può essere la polizia che si occupa di questo». In realtà ieri mattina, appositamente per fare fronte al servizio, in Questura sono stati installati i bagni chimici.

Ieri 48, tra due giorni altri 70. Ieri mattina sono arrivati a Padova 48 profughi eritrei, tutti fotosegnalati e successivamente destinati a strutture dislocate tra città e provincia. Ma nell’arco delle 48 ore sono attesi nuovi arrivi. Si parla di circa 70 persone. Una situazione esplosiva, con le strutture al collasso e con la Prefettura che potrebbe presto decidere di requisire qualche edificio.

e.ferro@mattinopadova.it – Enrico Ferro – Fonte: Mattino di Padova