Caccia francesi bombardano i terroristi di Isis, l’Eliseo: «Obiettivo centrato»

palais-elysee-1La notizia è stata diffusa dall’Eliseo: alle 9.40 gli aerei Rafale hanno condotto un primo bombardamento contro un deposito logistico dei terroristi dell’organizzazione Daech

Roma, 19 settembre 2014 – A meno di ventiquattro ore dall’annuncio dato dal presidente Hollande, i caccia dell’esercito francese hanno compiuto – venerdì mattina – i primi raid aerei sul nordest dell’Iraq. La notizia è stata diffusa dall’Eliseo. «Stamattina alle 9.40 i nostri aerei Rafale hanno condotto un primo bombardamento contro un deposito logistico dei terroristi dell’organizzazione Daech nel nordest dell’Iraq – scrive la presidenza francese in una nota – L’obiettivo è stato raggiunto e interamente distrutto». Nei prossimi giorni, rilancia l’Eliseo, «seguiranno altre operazioni»: il Parlamento sarà informato la settimana prossima dell’«impegno delle forze francesi a fianco delle forze irachene e dei peshmerga» curdi.

Obama: «Bene decisione della Francia di unirsi ai raid»
Non si è fatto attendere, oltreoceano, l’appoggio degli Stati Uniti d’America. Il presidente americano, Barack Obama, ha salutato la decisione della Francia di unirsi ai raid aerei contro l’Isis in Iraq. Intanto, indiscrezioni di stampa, rivelano che le operazioni militari Usa contro i miliziani dello Stato Islamico in Siria «sono già iniziate segretamente nella serata di martedì scorso e saranno intensificate nei prossimi giorni». A rivelare la notizia è stato il quotidiano panarabo edito a Londra al-Quds al-Arabi, che parla di conferme ufficiose dell’avvio di «operazioni aeree contro sedi e militanti del’Is a Raqqa», la roccaforte dei jihadisti nella Siria settentrionale, ma non specifica se si tratta di raid o voli di ricognizione. Il quotidiano ha inoltre riferito che l’amministrazione di Washington ha «informato ufficialmente la Giordania di aver intimato, attraverso Paesi terzi, alla leadership siriana di non intraprendere qualsiasi iniziativa che posso ostacolare le operazioni militari nelle province di Dayr az-Zor e Raqqa» contro gli estremisti sunniti. In caso contrario le forze del regime del presidente Bashar al-Assad subiranno «colpi diretti e distruttivi» da parte della coalizione internazionale. Secondo un rapporto pubblicato dal comitato di follow-up tecnico dell’ambasciata americana ad Amman – citato da al-Quds al-Arabi – le forze fedeli al regime di Damasco controllano effettivamente solo il 56% del territorio siriano, mentre lo Stato Islamico controlla l’87% del territorio rimanente.

Venerdì Consiglio sicurezza dell’Onu sull’Iraq
La situazione in Iraq sarà discussa domani, venerdì 19 settembre, al Consiglio di sicurezza dell’Onu, dove il segretario di Stato Usa presiederà una riunione a livello ministeriale. All’incontro è attesa anche il ministro degli esteri italiano e prossimo Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini. La riunione – si legge in una nota del Dipartimento di Stato Usa – servirà a ribadire il sostegno internazionale al nuovo governo iracheno e fare il punto sulla lotta all’Isis e sulla risposta alle emergenze umanitarie nella regione.

Fonte Corriere della Sera
A.L.